A guardarla in copertina sembra una di quelle fighette delle troppe soul singers moderne, ma ad ascoltarla cantare ci si rimangia tutto, travolti dalla vergogna.
Cassandra Wilson giunge a questo "Belly of the sun", per la Blue Note, con alle spalle una carriera ormai consolidata, in cui si è distinta essenzialmente come cantante jazz atipica, non rispettando l´impostazione del genere e soprattutto sconfinando nel blues e nel pop. Dopo gli esordi conformi alla tradizione e i dovuti omaggi ai suoi maestri, Cassandra ha cominciato ad usare la voce per penetrare e dare nuova anima a cover di artisti più profani come Robert Johnson, U2, Van Morrison, Billie Holiday, Hank Williams. Anche in questa nuova prova, la bella cantante di Jackson (direste mai che è quasi cinquantenne?) non sa resistere al vizio ereditato dai jazzisti, solo che i suoi standards sono "The Weight" della Band, "Only a dream in Rio" di James Taylor, "Wichita lineman" di Jimmy Webb, "Shelter from the storm" di Bob Dylan e "Hot tamales" di Robert Johnson.
Tanta ampiezza di confini non nuoce comunque all´album, che ha una sua precisa integrità sonora prima che vocale: la maggior parte dei brani è stata registrata nella vecchia stazione di Clarksdale nel delta del Mississippi, proprio per recuperare il suono interiore e primordiale del "posto più a sud del sud del mondo". È come se Cassandra fosse tornata al suo primo amore, il blues, a cui già aveva dedicato per intero il bellissimo "Blue light ´til dawn", solo che ora il viaggio si fa sempre più personale e si dirige sempre più alle radici. Con una strumentazione essenzialmente acustica, la Wilson non sfigura nemmeno con le sue composizioni, riuscendo a riflettere la luminosità abbagliante e la profonda umidità della musica del Delta: sembra di vederla cantare in tutta la sua sensualità, con la fronte sudata, sotto il sole battente del pomeriggio, davanti alle acque limacciose del grande fiume.
Centrale nel disco è appunto "Darkness on the delta", che ha un ritmo barcollante da vecchio blues, suonato al piano dall´ottantenne "Boogaloo" Ames. L´originalità di Cassandra Wilson sta nel recuperare con grande classe lo spirito istintivo della musica del diavolo e nel levigarne le aspre movenze con la sua voce. "Belly of the sun" spazia dagli echi di slide di "Justice" al roots di "The weight", dai fumi alcolici di "Drunk as Cooter Brown" al duetto con India.Arie in "Just another parade". L´equilibrio raggiunto permette alla Wilson di citare anche Jobim ("Waters of march") e di sfociare nel pop sudamericano, seguendo il denominatore comune delle temperature del sud e sfiorando la world music.
Ciò che stupisce è la coesione del lavoro, che brilla di una luce costante e suscita nuovi stimoli di canzone in canzone. "Belly of the sun" è un gran disco, su questo dovrebbero convenire sia i puristi jazz sia gli amanti del blues.
Discografia:
Point Of View 1985
Days Aweigh 1987
Blue skies 1988
Jumpworld 1989
She Who Weeps 1990
After The Begining Again 1992
Dance to the Drums Again 1992
Blue Light ´Til Dawn 1993
New Moon Daughter 1995
Cassandra Wilson Songbook 1995
Rendezvous 1997
Traveling miles 1999
Belly of the sun 2002
Track List: