A tre anni di distanza dall’esordio, 'A sky with no star', che aveva attirato su di loro una certa attenzione anche a livello internazionale (NME e SXSW in primis), tornano i veronesi Canadians con 'The fall of 1960' pubblicato da Ghosts Records. I due lavori sono separati da un lungo periodo di attesa, che la band ha prima trascorso in tour per un anno e mezzo, e successivamente ha speso lavorando per tutto il 2009 alla composizione ed alla registrazione del nuovo lavoro. 'The fall of 1960' è registrato prevalentemente in presa diretta per cercare di non perdere l’impatto del suono live, e, rispetto al disco precedente, conferma il progetto di un indie rock dalle forti intenzioni pop, presentando, sul piano compositivo, un lavoro generale sui dettagli delle canzoni teso a darne una maggiore articolazione, con l’alternanza delle voci soliste, con la ricerca di arrangiamenti un po’ più ricchi, grazie all’inserimento di tastiere, archi, mandolino e banjo, e con la presenza anche di brani in parte acustici. Il campo da gioco resta però lo stesso e rimanda ad atmosfere sixties, West Coast indie rock e ritmiche e sonorità rock nineties, del genere Smashing Pumpkins, Dinosaur Jr e Foo Fighters. Però, anche i vecchi e cari Yuppie Flu qua e là fanno capolino… I Canadians suonano un power pop che, alle orecchie di chi ne sta scrivendo, appare poco coinvolgente, sia sul piano ritmico, spesso scontato, sia sul piano vocale, dove rimane un senso di debolezza di fondo nonostante l’alternanza delle voci generi una certa varietà, sia per le relativa incisività delle linee melodiche. I brani migliori sono la ballad dolente 'Carved in the bark', la tesa 'Leave no trace' in cui emerge il ricordo di Billy Corgan, la conclusiva 'Open letter to an alpine marmot', evocativa ballata quasi post rock che innesta su un drumming inizialmente marziale un crescendo di chitarre circolari e tastiere efficaci, e 'The fall of 1960'. In sintesi, un disco di cui sembra difficile prevedere un riascolto da queste parti, forse perché il sottoscritto è da troppi anni (purtroppo) lontano dal college…
Track List: