Cadabra - Sound moquette

Cadabra

Sound moquette

2002 - --

Emergenti

03/04/2002  |  di Andrea Salvi

“Sound moquette”, ovvero sensazioni ovattate, vibrazioni basse, profonde e notturne.

Una recensione di una riga… non male, vero? In verità tanto basterebbe per rendere l’idea dei risultati che i Cadabra sono riusciti ad ottenere con questo loro primo convincente album.
I cinque baresi, forti di un’esperienza quadriennale che ha già fruttato 3 demo e diverse partecipazioni a festival nazionali, paiono avere le idee fin troppo chiare su quello che il loro progetto musicale deve significare. Musica che vuole essere puro sottofondo sonoro, moquette appunto, sulla quale all’occorrenza sognare, ballare o più semplicemente abbandonarsi all’ascolto di buona musica, lasciandosi inondare dalle immagini suggerite dai propri sensi.
Lodevole è l’omogeneità del risultato finale, un album che scorre fluidamente senza pesare, nel quale ogni traccia è porzione quasi indistinguibile dal resto. Di questo credo vada dato atto all’intera band che in sede di produzione deve aver lavorato sodo per raggiungere una tale miscela ben assestata, dove un certo rock d’atmosfera si uniforma con i toni oscuri perlopiù definiti da una vocalità penetrante e da efficaci linee di basso, il tutto condito dall’uso sapiente di una vasta gamma di effettistica elettronica mai sopra le righe.
L’album raggiunge veri e propri picchi di intensità nelle tracce più lente, tra cui spicca “Kissing" e soprattutto nei bellissimi 9 minuti dell’iniziale “Santa Monica” dove l’atmosfera, che richiama gli Alice in Chains più acustici, si dilata a dismisura senza perdere la propria tensione emotiva e un’attitudine assolutamente rock, alla faccia di tutti gli attuali dilettanti del post-rock, spacciatori di suggestioni senza anima.
Capitolo a parte è la conclusiva “Love Target”, nella quale riecheggia lo spirito degli ultimi lavori dei rimpianti Disciplinatha, con i contrappunti di una voce femminile solamente accennata che nel finale sa deflagrare insieme all’azzeccata deriva rumorista delle chitarre. Un buon lavoro per un promettente gruppo sul quale c’è da fare senz’altro affidamento, se non altro per la valida premessa che un prodotto come “Sound moquette” potrà rappresentare in futuro per esso.


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