Sleeping Dogs<small></small>
Americana − songwriting

C Daniel Boling

Sleeping Dogs

2014 - Berkalin Records / Il Popolo del Blues
16/07/2014 - di
I cani di C. Daniel Boling non sono parenti di quelli che vagabondano sotto la pioggia di Tom Waits. Si mettono a letto. Ma non fanno sogni d’oro. Si perdono nell’oscurità del ricordo del passato, che continua a sorprenderli strizzando loro lo stomaco e picchiando nelle vene del cervello. Brutta bestia la memoria, non ne vuol sapere di restarsene addormentata, fosse solo per la breve parabola di una notte.

Viene dal New Mexico, C. Daniel Boling.  E dalla terra di Breaking Bad ha sfornato un disco così essenziale nelle liriche e nei suoni da combinarsi come pura chimica della mente e del cuore. Chitarra acustica, armonica, mandolino, violoncello, tuba, un pizzico di dobro e qualche lieve percussione. E poi la voce. Calma, da perfetto storyteller. Nella scia dell’Eric Andersen di Violets Of Dreams e di Jackson Browne.

Vagabondo nel sangue. Prima a Okinawa a seguire il papà militare, poi una serie bukowskiana di lavori che lo hanno visto anche ranger, investigatore per lo US Bureau of Land Management e quindi, alla giovanissima età di 50 anni, folk singer (se Seasick Steve ha iniziato a 70…). Ora è giunto al suo quinto disco, Sleeping Dogs, appunto. Prodotto da Jono Manson (ricordate la Barnetti Bros Band?), che qui di tanto in tanto presta la voce, siamo di fronte a quanto di più sinceramente godibile il pozzo dell’Americana oggi ci può consegnare. Una private investigation lunga tredici pezzi attraverso la quale il racconto tocca momenti di vita di famiglia, spiragli individuali legati alla collezione di anni che l’autore si è messo in tasca, riflessioni sulle stagioni che ogni volta ci consegnano un nuovo mattino da cui poter ripartire.

Non c’è un pezzo che si elevi sugli altri. Boling ha preferito che le canzoni, come un racconto orale, si dessero il cambio rispettando l’alto mood che già la prima (Moderation) riesce a creare. Avete presente il nonno che in veranda raduna i nipotini e dice: «Ascoltate, ora vi racconto questa storia»? Gli infanti rimangono rapiti al primo secondo. E questo accade con Sleeping Dogs, col folk e il blues a regalare un sano e continuo refolo di vento che accompagna questo signore con la barba e uno sguardo che ci induce a pensare che non è vero che proprio con tutta l’umanità dobbiamo perseverare a tenere saldo il muretto-bunker che abbiamo costruito davanti a noi.

Corrado Ori Tanzi è anche su:

http://8thofmay.wordpress.com







 

Track List

  • Moderation
  • Unraveled
  • As Young As Your Kiss
  • Sleeping Dogs
  • Doesn’t Get Better Than This
  • Never Speak To me Again
  • Hooked
  • Nobody’s Business
  • Dark Secrets
  • Pontificating Paradox
  • Someday
  • It’s His Voice She Hears
  • Summer Sweetcorn