Brian Setzer - Rockabilly riot! vol.1, a tribute to sun records

Brian Setzer

Rockabilly riot! vol.1, a tribute to sun records

2005 - Surfdog

16/12/2005  |  di Christian Verzeletti

A scorrere gli ultimi episodi della sua discografia Brian Setzer pare proprio un musicista dedito al revival: prima riunisce gli Stray Cats per celebrarne il venticinquesimo dal vivo (“Rumble in Brixton”), poi compare in una ristampa di una vecchia compilation (“Marty Thau 2x5”) con due tracce del 1980, quindi esce con questo tributo ai tempi d’oro della Sun Records. Il tutto in attesa dell’ennesimo disco natalizio della sua The Brian Setzer Orchestra (“Dig that crazy Christmas”).
Viene il sospetto che si tratti di mosse studiate ad arte per tenere sulla breccia una carriera che ha sempre cavalcato l’onda del rockabilly, del boogie e dello swing. Viene il sospetto che Brian Setzer giochi un po’ troppo col recupero del rock’n’roll.
Invece anche stavolta l’ex Stray Cats dimostra di saperci fare e di giocare col rock’n’roll come meglio non si potrebbe: “Rockabilly Riot!” va oltre la semplice riesumazione di un cadavere o di un oggetto perduto.
Setzer dà prova di competenza stilistica, di pertinenza storica, di rispetto e di personalità, tutti elementi che dovrebbe tenere ben presenti chiunque si appresti a fare un disco tributo. Ma soprattutto ci mette quell’anima e quel tiro, che sono necessari per far suonare vivo il rock’n’roll.
I ventitrè pezzi qui interpretati faranno anche parte del passato, ma non suonano nostalgici. La scaletta non comprende solo i pezzi più noti dell’epoca (1954-1957), ma anche tanti brani di quella folta schiera di musicisti minori che furono dei veri eroi del rock’n’roll: oltre ad Elvis, Carl Perkins, Gene Vincent, Johnny Cash, compaiono pezzi di Gene Simmons, Jack Earls, Billy Lee Riley, Charlie Rich, Kenny Parchman, Tommy Blake, Warren Smith ecc. Setzer poi ci mette parecchio del suo: con una chitarra d’epoca (Gretsch), uno slap bass e una batteria centrata sui cimbali torna a rendere pulsante un suono che ha fatto storia (grazie a Sam Phillips).
I pezzi si differenziano in base all’accompagnamento di una acustica o di un piano, ma ognuno possiede una sua anima precisa, una sua sfumatura, e Setzer è bravo ad evidenziarla di volta in volta, dal rock’n’roll pianistico alla Jerry Lee Lewis a quello più melodico alla Roy Orbison, dal twang alle sfumature gospel, dal doo-woop al più bruciante rockabilly fino alle classiche commistioni con country e blues.
È una carrellata pimpante da cui spiccano una “Flatfoot Sam” splendidamente battuta e caricata dalla voce, una “Stairway To Nowhere” con le backing vocals dei The Jordanaires (quelli di Elvis) e poi, tra le tante in cui si fa sentire la funambolica chitarra di Setzer, una “Peroxide Blonde (In A Hopped Up Model Ford)” e una “Lonely wolf”. Chiude “Red Cadillac & A Black Moustache”, altro gran pezzo di canzone (e di titolo).
Se non dovesse bastare, si consiglia “Sun Records: the 50th anniversary collection”, che permette di scoprire un po’ di originali senza spendere e cercare troppo.


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Track List:

  • Red Hot|
  • Slow Down|
  • Real Wild Child|
  • Rockhouse|
  • Put Your Cat Clothes On|
  • Lonely Weekends|
  • Get It Off Your Mind|
  • Just Because|
  • Glad All Over|
  • Flatfoot Sam|
  • Rock N Roll Ruby|
  • Blue Suede Shoes|
  • Tennessee Zip|
  • Mona Lisa|
  • Peroxide Blonde (In A Hopped Up Model Ford)|
  • Get Rhythm|
  • Stairway To Nowhere|
  • Boppin´ The Blues|
  • Rakin´ & Scrapin´|
  • Sweet Woman|
  • Flyin´ Saucers Rock N Roll|
  • Lonely Wolf|
  • Red Cadillac & A Black Moustache

Brian Setzer



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