Nativo dell’Ohio Olive iniziò la sua carriera nell’alveo del garage e del punk. Spostatosi poi a Detroit strinse un’amicizia ed anche una comunanza artistica con i White Stripes, operando inoltre con alcuni gruppi di una certa notorietà. Passata questa prima fase l’artista si spostò a Cincinnati dove iniziò un nuovo progetto adottando come base lo scantinato di un negozio di gioielleria. In armonia con questo riferimento Brian ha dato alla luce un esordio solista ricco di luci e di brilli, all’insegna di influenze multiple e di un gusto per il divertimento che sprizza dai solchi (si fa per dire) del disco. L’incipit di 'Ida Red' fa pensare al periodo dei Nuggets degli anni ’60; pop psichedelico e garage anche se con timbri più asciutti e decisi, figli dei tempi correnti. Si prosegue con echi R’&’B alla Stax / Motown ('The Day Is Coming' e 'Stealin’'), con tessuti sensuali e jazzy ('Echoing Light' e 'High Low'), psichedelia da trip acustica ( 'There Is Love') o più acida ('See Me Mariona'), pop ritmato ('Jubilee Line'), ballate alla Rolling Stones ('Killing Stones') e si chiude con un richiamo al pop garage ('Calling All Around'). La paletta dei colori è quindi molto ricca, conferendo al lavoro il pregio non indifferente della varietà; il tutto cementato in un’omogeneità basata sui timbri acustico / elettrici e sulla semplicità dei ritmi e delle armonie, in perfetto stile Sixties. Forse quello che manca un po’ è la forza della voce, che appare in secondo piano e filtrata come se fosse un ingrediente alla pari degli altri strumenti; in un lavoro di canzoni questo può suonare come una debolezza. D’altro canto ciò conferisce una sfumatura di imprevedibilità che non vuole solo piacere ma anche tentare una via propria per la riproposizione di un periodo in chiave moderna. Gran bell’esordio.
Track List: