16/01/2006 | di Christian Verzeletti
Il morbo della prolificità è sempre più diffuso e conclamato se si pensa che anche Will Oldham, in arte Bonnie “Prince” Billy, è arrivato a pubblicare due dischi praticamente in contemporanea: il primo è questo live, “Summer in the Southeast”, e il secondo, “The brave and the bold”, è frutto della collaborazione con i Tortoise.
Come già osservato per altri artisti, anche stavolta si nota che all’abbondanza di pubblicazioni corrispondono cali di tensione e di qualità. Rimandiamo le considerazioni sul lavoro condotto con i Tortoise, che rimangono comunque una delle band più distanti dal percorso di Oldham, e concentriamoci per ora su questo disco dal vivo.
“Summer in the Southeast” è una raccolta di registrazioni catturate nel Sud degli Stati Uniti durante il tour di “Superwolf”, disco pubblicato sempre nel 2005 in coppia con il chitarrista Matt Sweeney: non si tratta di un concerto integro, quanto di un album che sa tanto di greatest hits. Ce ne potrebbe essere bisogno, dal momento che la musica di Will Oldham non è poi tanto reperibile, soprattutto se si considera il periodo Palace, eppure questo live lascia più di un dubbio.
Va dato atto che le canzoni sono proposte in una veste inedita e coraggiosa, nettamente più rock, ma, per quanto emerga la loro bontà, le interpretazioni non convincono fino in fondo: forse che un cantautore a suo agio in un suono raccolto come Oldham non dà il meglio di sé con alle spalle una band più aggressiva o forse che il livello di registrazione non riesce a valorizzare le performances, sta di fatto che “Summer in the Southeast” suona come un’occasione mancata.
Troppe volte le vocals arrivano sbilanciate in un suono approssimativo in cui il canto di Oldham risulta più incerto che tormentato. Ci sono momenti intensi, ma un live a nome di Bonnie Prince Billy avrebbe meritato ben altra sorte.
Le versioni elettriche di pezzi come “Master and everyone” incuriosiscono senza aggiungere molto agli originali e anzi offrendo un frullato del rock degli ultimi anni: tra qualche ballata che suona come un gracile gospel bianco e qualche scorcio di indie-rock convulso, la drammaticità non manca, anche se un minimo di cura in più avrebbe giovato essendoci in scaletta pezzi di assoluto valore. Per esempio “Death to everyone” risulterebbe un colpo ben assestato, non fosse per le voci del pubblico che rispondono stonate e fastidiose come in un concerto tra amici su di giri.
Qualcosa migliora negli ultimi due pezzi con un suono che permette soprattutto a “Madeleine Mary” di godere finalmente del carico della band.
Per il resto “Summer in the Southeast” è un live in cui Bonnie Prince Billy cerca di lasciare un segno con i suoi pezzi tremanti ed inaspriti, senza riuscirvi però come in studio.
Track List: