Bonnie `prince` Billy - Master and everyone

Bonnie `prince` Billy

Master and everyone

2003 - DOMINO

30/04/2003  |  di Christian Verzeletti

Non tanti anni fa, “Master and everyone” sarebbe stato accatonato come un disco di folk conservatore e retrogrado, invece oggi viene considerato, seppur da una nicchia del pubblico e della stampa, un album di prezioso cantautorato.
Sarà forse perché c’è in giro troppa spazzatura rumorosa, comunque quei songwriter dolenti che prima sopravvivevano a fatica come una specie in via d’estinzione, sono diventati necessari e presenti, alcuni addirittura protagonisti silenziosi di una transizione, che ha visto esponenti dell’indie rock passare al folk e al country. Una direzione, intrapresa all’inizio degli anni ’90, che sembra stia trovando sempre più compimento con i dischi di Mark Lanegan, Songs Ohia, Neil Halstead, Papa M, Beth Gibbons, solo per fare qualche nome.
In questo ideale gruppo, si può collocare anche Bonnie “Prince” Billy, alias Will Oldham, ex Palace Brothers, che, per quanto incarni figure dall’apparenza e dall’identità separate, continua con la dovuta riservatezza questo processo di riduzione a cui il rock alternativo si sottopone volentieri.
“Master and everyone” è composto da un’esasperante lentezza, figlia di autori come Nick Cave, Leonard Cohen e Nick Drake, primi responsabili della mutazione.
Bastano una chitarra e una voce, accompagnata dal controcanto di Marty Slayton, per compiere la magia, che non nasconde nessun trucco né alcun esperimento da laboratorio, anzi tutto è molto casalingo e rurale, come vuole la tradizione folk.
Lievissime sono le concessioni agli effetti e a piccoli arrangiamenti d’archi, che, per quanto importanti, rimangono sporadici rispetto alla presenza della voce e delle canzoni di Oldham. Intimità e introspezione sono protagoniste tanto che in “The Way” il canto di Oldham si tramuta in un sussurro e in più di un brano si percepisce lo scorrere della sua mano destra sul manico della chitarra. Addirittura in “Three Questions” traspare il moto leggero di una fisarmonica che si apre e si chiude come un soffio dell’anima.
Merito anche a Mark Nevers e Tony Crow (Lambchop), perché, per quanto tutto sia genuino, ogni intervento è voluto, ogni ombra è ricercata, ogni parola è soppesata con un bisogno quasi mistico di confessione: “Even If Love” è un blues lieve e tetro, mentre “Hard Life” è un country oscuro, che si porta dentro i demoni non ancora redenti delle canzoni degli Spain.
Il più grande pregio di queste ballate è di non rilassare e di non rilassarsi mai: “lupo tra i lupi”, canta non a caso Oldham. Ciò fa di “Master and everyone” un disco estremo, che richiede silenzio e prostrazione, pena la noia infinita da scontare nel vuoto purgatorio delle charts.


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Track List:

  • The Way|
  • Ain´t You Wealthy, Ain´t You Wise?|
  • Master and Everyone|
  • Wolf Among Wolves|
  • Joy and Jubilee|
  • Maundering|
  • Lessons from What´s Poor|
  • Even If Love|
  • Three Questions|
  • Hard Life

A Buzz Supreme Mk Records Pyxel.it http://www.protosound.net Marte Live