Bonnie `prince` Billy - Lie down in the light

Bonnie `prince` Billy

Lie down in the light

2008 - Drag City

22/07/2008  |  di Christian Verzeletti

Anche per Bonnie Prince Billy, come per molti di questi tempi, si fa ormai fatica a tenere il conto e l’ascolto delle uscite: nel giro di pochi mesi ci siamo infatti trovati addosso “Ask forgiveness”, il live “Wilding in the West” e questo “Lie down in the light”.
Dei tre merita sicuramente più attenzione l’ultimo, che è sì “il solito album alla Bonnie Prince Billy”, ma con quei cammei che lo rendono una raccolta preziosa, nettamente sopra la media del tanto indie-folk in circolazione.
Ancora una volta questo barbuto songwriter ha prodotto un dischetto tradizionalista – che poi è quello che gli viene meglio – esercitandosi tra folk e country.
Se di esercizi si vuol parlare, quelli di Bonnie Prince Billy suonano piuttosto come degli esercizi spirituali, proprio quelli tenuti da un monaco per riavvicinarsi alla purezza della sua fede. La scaletta e i testi dell’album vanno infatti alla ricerca di una circolarità, di una comprensione della vita nella sua pienezza che è molto pacificata: “Everything that ever was / or will be / is all there is” (“Tutto ciò che è stato / o che sarà / è ciò che è”) si canta in “You want that picture”.
Più di una traccia suona come una litania da recitare al mattino, quasi che l’autore attraverso la sua musica fosse perennemente alla ricerca di un’ispirazione interiore: la luce a cui rimanda il titolo è un filo sottile che si tende docile dalla carezza di “Easy does it ” alla lieve coralità di “I’ll Be Glad”, che non a caso arriva a rivolgersi direttamente ad un Lord fin lì sottinteso.
Chitarre acustiche appena toccate e canzoni semplici, anche semplicistiche come negli accordi di “So everyone”, si snodano tra ricami di steel, fiddle, harmonies, anche clarinetto e laptoporgan. Ci sono un paio di duetti con la voce di Ashley Webber, perché l’armonia non può essere rappresentata senza l’incontro col femminile, e soprattutto c’è un malinconia che non è mai piagnosa, ma è anelito panteista.
Qualche traccia di una vaga psichedelia, sempre intimista, serve a variare la scaletta (“Where is the puzzle”) prima che la title-track porti la sua richiesta da “fundamental prayer” aprendo la sguardo tra la terra e il cielo.
“Lie down in the light” è un disco da meditare con piacere: vi potreste trovare distesi nella luce pacata di un folk mattutino.


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Track List:

  • Easy Does It|
  • You Remind Me Of Something (The Glory Goes)|
  • So Everyone|
  • For Every Field There’s A Mole|
  • Keep Eye On Other’s Gain|
  • You Want That Picture|
  • Missing One|
  • What’s Missing Is|
  • Where is The Puzzle|
  • Lie Down In The Light|
  • Willow Trees Bend|
  • I’ll Be Glad

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