Blugrana - Blugrana

Blugrana

Blugrana

2011 - Autoprodotto/ Wondermark

Emergenti Alternative rock

11/04/2011  |  di Annalisa Pruiti Ciarello

Cosa accade se un chitarrista incontra un batterista?!?...no, non è l’ennesima barzeletta, ma la nascita di una rock band. Nulla da ridere, restare seri è la parola d’ordine; seri come il loro rock, e come i temi che trattano, e ci tengono a precisarlo. I Blugrana sono un gruppo rock piacentino, nato dall’incontro fortuito tra Marcello Mautone (voce/chitarra) e Biagio Siero (batteria).
La formazione s’è arricchita grazie all’arrivo di altri tre membri, Francesco Fidone (chitarra), Dario Bartetti (basso), e Bruno Tomasello (chitarra/sax/synth). Hanno all’attivo tre EP, hanno aperto i concerti dei Subsonica nel 2008, e nel gennaio 2009 entrano al Massive Arts di Milano, e incidono il loro primo disco autoprodotto, che riporta il loro stesso nome; Blugrana esce il 14 gennaio 2011.

Hanno le idee chiare, sanno cosa vogliono, si mettono a nudo e si raccontano. Nudi come i due corpi in copertina, o meglio, scarnificati, come a voler dimostrare che al di là della pelle o della religione, gli uomini sono accomunati dagli stessi sentimenti. Il loro rock, non si pone come un’avanguardia, anzi all’ascolto sembra d’udire suoni conosciuti, sonorità d’oltremanica, miste al sound ed ai "rumori" dell’alternative italiano.
Questo album è frutto di ciò che sono stati gli anni 90, le influenze del movimento grunge dei Nirvana, che fu poi dei Pearl Jam; a cui l´Italia rispose con il post-grunge, o all’alternative rock degli Afterhours, dei Verdena, o dei Marlene Kuntz, senza tralasciare l’influenza malinconica di Jeff Buckley.

Blugrana, 11 tracce che parlano di sentimenti, d’amore e d’amicizia, ma trattano anche temi sociali.
La prima traccia, Desmael, è un brano in cui il rock è rivestito da uno strato morbido di pop, che lo rende abbastanza orecchiabile, e radiofonico.
“Comemaledire” pezzo a cui la band romagnola è particolarmente legata, ci riporta agli anni in cui Agnelli cantava “Sangue di Giuda”, brano reso ruvido dalla voce graffiante del cantante, riproposta in extended version (con l’aggiunta d’una parte strumentale, arricchita dal sax).

Track 3, Babel, e ci torna in mente la voce di Marco Cocci dei Malfunk,
una torre di suoni, con in cima l’urlo incazzato di Marcello; i ritmi sinuosi del basso si fondono con i suoni tribali e ipnotici della batteria, e conferiscono al pezzo una aspetto grezzo, e rock al punto giusto. Motivi non riscontrabili nel brano L’apparenza, che invece si mostra come una ballata, un vortice di suoni, accompagna l’esplosione vocale del cantautore; ballad, è anche il brano Se mi vuoi, che fa venire in mente le sonorità della band milanese de “Le Vibrazioni”.
Il rock di Un sogno e de La guarigione suona più elettronico, l’uso dei synth è evidente. La prima ricorda il rock dei “30 second to mars”, e la seconda risente dell’influenza dei “Linkin Park”. “Mani forti che sfondano l´anima e vibrano ancora”, come vibrano ancora le corde del basso, e instancabili anche le corde vocali, del frontman della band, in La verità della carne. “Rivelo tutto il mio intimo” canta Marcello sulle note di Origami, sono nudi, adesso sta al pubblico decidere che cosa farne, se dargli la possibilità di crescere e di esplodere.

Hanno studiato i ragazzi, anche se sembra riproducano ancora suoni di ciò che è stato. Un revival, un collage, di ritmi e motivi già sentiti, cosa certa è che di stoffa ne hanno tanta, e che potrebbero riuscire, in futuro, a delinearsi una strada tutta loro, lontano dagli eclettismi dei precedenti decenni nusicali.


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Track List:

  • DESMAEL
  • COMEMALEDIRE
  • BABEL
  • L´APPARENZA
  • SE MI VUOI
  • QUELLO CHE MANCA
  • UN SOGNO
  • LA GUARIGIONE
  • LA VERITà DELLA CARNE
  • ORIGAMI
  • COMEMALEDIRE(extended version)

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