Blindur<small></small>
Emergenti − Alternative − songwriting

Blindur

Blindur

2017 - Etichetta La Tempesta Dischi/ distribuzione Master Music_Believe
23/03/2017 - di
Blindur, disco d’esordio dell’omonimo duo, formato da Massimo De Vita e Michelangelo Bencivenga, prima di essere un disco è un ponte. Un ponte tra la Campania e l’Irlanda, che si allunga fino a Reykjavík. Il loro folk, cresciuto sui palchi di tutta Europa, si contamina infatti con un qualcosa dei Sigur Rós.

Il legame con la band islandese non è però una semplice ispirazione. Il disco diventa infatti un ponte per superare una cecità solo fisica ma non dell’animo e suggella un reale rapporto con il gruppo post – rock. Massimo dopo un concerto dei Sigur Rós ebbe modo di fare una chiacchierata con il loro cantante, Jónsi. Il quale non vede da un occhio e accortosi della cecità di Massimo lo prese in simpatia e lo indirizzò nella ricerca del nome: blindur in islandese significa cieco.

La scelta del nome non è stata l’unica conseguenza di quell’incontro. Birgir Jòn Birgisson,fonico degli islandesi, lo ritroviamo al missaggio di Blindur.

Per quanto gli aspetti extramusicali della biografia della band siano affascinanti, sarebbe un peccato  limitarsi ad essi e non ascoltare con attenzione il disco. A cominciare dall’iniziale Aftershock, una passeggiata tra sliding doors che si sono chiuse (“ci sono troppe strade, vorremmo troppe scarpe ma abbiamo solo due piedi”) ed un retrogusto di rimpianto che si vuole negare. Un morbido tambureggiare di chitarra e percussioni leggero si irradia da questo brano e pervaderà tutto il lavoro. Dalla malinconica Canzone per Alex, sulla vicenda di Alex Schwazer, su cosa succede una volta che “l’oro è scomparso ed è rimasto un ragazzo a normale”, una marcia quasi carezzevole sulla caduta di chi  forse era solo troppo fragile. Anche in questo caso un aneddoto fa capolino, in quanto dalla canzone è nata un’amicizia tra il diretto interessato e la band.

Foto di classe, pluripremiata (Premio Donida 2014, Premio Nuova Musica Italiana 2015, il Premio Pierangelo Bertoli 2015 e finalista a Musicultura 2016), ha un’urgenza maestosa nel suo incedere sonoro ed in poppa il soffio magico del tempo andato, ed un crescendo sul finale quasi da ballo di festa di paese, semplice e liberatorio. La conclusione è affidata a Lunapark con  Bruno Bavota, con i tasti del pianoforte che pigiano direttamente sul cuore, con atmosfere rarefatte ed i vuoti a prevalere sui pieni, di matrice Sigur Rós.

L’esordio dei Blindur fa decisamente ben sperare. C’è la voglia di esplorare mondi nuovi, la capacità di scrivere testi intensi, la grazia nel suonare.

Alla prossima.

 

Track List

  • Aftershock
  • Canzone per Alex
  • Solo andata
  • Foto di classe
  • XI Agosto
  • Vanny
  • Imprevedibile
  • Contrometafore
  • Lunapark feat. Bruno Bavota