Bianco è un essere pensante ancora capace di critica sociale, la cui arte incomincia proprio dal sentimento più sincero che mette l’uomo in condizione di produrre qualcosa di interessante: il disagio. Disagio provocato dalla gente di plastica da cui tutti noi siamo circondati, dall’ipocrisia politico/televisiva votata a modello di vita, dal fatto che tutti si lamentano di cose inutili e, per usare le sue parole, del ‘vivere solo più per esser belli’. Dal disgusto, eccovi un disco di gusto.
Questi i temi principali di Nostalgina, il debutto di un giovane artista di Torino che vede le cose con l’occhio di periferia e che non usa mezze parole per descrivere le proprie emozioni. Bianco per pagare l’affitto lava macchine e per vivere (nel senso più assoluto del termine) scrive canzoni. Si immagina un mondo migliore, visto che questo è un bel po’ da aggiustare e non si da’ per vinto. Parla di cose di cui la gente forse si sta dimenticando e lo fa attraverso sogni, illusioni, immagini: astrazioni importanti che processano la realtà e riescono a dar vita ad un lavoro pregevole come questo. Certo, in Italia abbiamo diversi artisti che sanno farci riflettere sull’attuale situazione sociale, ma questa di Bianco è un’altra storia: non c’è una particolare ricerca poetica, non siamo di fronte al linguaggio di un intellettuale né tantomeno le canzoni sono musicalmente complesse, innovative ecc. Qui, ciò che conta è il cuore, scrivere di getto, registrare in poco tempo. Urgenza di uscire, urgenza di gridare. Nostalgia di un tempo passato (‘Ho scoperto di avere vent’anni quando ormai ne avevo sette in più’) e di rapporti umani che lentamente stanno scomparendo.
Il disco è stato prodotto e registrato da Dade dei Linea 77 ribattezzato Anti-Anti per l’occasione ed è la prima uscita discografica dell’etichetta INRI. Nostalgina è folk-rock con influenze pop elettroniche (la voce ricorda vagamente Samuel dei Subsonica, sarà l’accento?) e, addirittura, in chiusura nel brano Blu c’è del buon dobro blues, in collaborazione con il chitarrista El Bastardo Outlaw Picker. Non eccessivamente arrangiato, modellato, patinato, è un album sincero e ben pensato proprio perché ogni cosa NON è al punto giusto. Io credo che l’onestà con il quale è stato concepito sia uno dei modi più belli di fare certa musica.
‘Il portafoglio gonfio fa la felicità che dura un week end. Ma se incontri la felicità col portafoglio vuoto non dice di no’. Buon ascolto.
Track List: