Ghosts & Men
Americana − Songwriting − Folk rock cantautoriale

Beth Wimmer

Ghosts & Men

2012 - Autoprodotto
23/04/2012 - di
Sempre più frequentemente accade che songwriters americani cerchino nella vecchia Europa un luogo in cui confrontarsi sia dal punto di vista artistico e culturale che personale, un posto dove trovare nuova ispirazione ed è per questo che molti artisti, che abbiamo spesso recensito su queste pagine, si stabiliscono, come già fece Elliott Murphy accasandosi a Parigi, negli angoli più disparati del vecchio continente (due recenti esempi sono Marybeth D’Amico in Germania, Elisabeth Cutler in Italia). Questa volta  ci occupiamo di un’altra newyorchese di nascita, bostoniana di crescita e californiana d’adozione: Beth Wimmer, cantautrice che ha trovato il proprio luogo di elezione in Svizzera precisamente a St. Moritz.

Qui ha portato a termine il  suo quarto lavoro Ghosts & Men (bel titolo) un album che affonda a piene mani la propria cifra stilistica nella musica delle radici, quella che oggi viene molto sinteticamente definita Americana, un termine che come sempre è riduttivo che vuol dire tutto e niente ma che sostanzialmente nasce dalla fusione tra folk, country, blues, old time music e spruzzate di elettricità, quel genere che noi tanto amiamo per il melange fascinoso che ci consegna.

Beth si avvale della preziosa collaborazione del polistrumentista Damiano Della Torre (che anche co-produce) e con altri amici, musicisti di qualità, come i batteristi David Raven (innumerevoli le sue collaborazioni che vanno da Keith Richards a Dave Alvin, Steve Earle, Lucinda Williams e decine di altri) e il nostro Pablo Leoni, ci consegna un disco fresco, dotato di una delicata energia,  che non impiega molto a sedurre l’ascoltatore con le sue canzoni ariose e prevalentemente mid tempo composte dalla stessa Wimmer. Beth è dotata di una voce suadente, armoniosa ma che è capace anche di graffiare, un mix tra Chrissie Hynde e Lucinda Williams meno roca.

Il disco parte con quella che riteniamo la canzone più riuscita del lotto, drammatica storia d’amore ed omicidio compiuto dall’amato (sarà legittima difesa?) Lover On The Run è  una torbida ballata elettroacustica con un bell’hammond a girare intorno alle chitarre e la voce della Wimmer all’apice, diciamo un inizio con il botto. Blame Yourself, tutta giocata su voce, chitarra acustica e hammond tiene alta la tensione per tutto il brano in attesa che esploda ed invece ciò non accade, pezzo furbo.

La delicata folk song Beatiful Friends diventa presto un hit personale. Infine segnaliamo l’unica cover del disco la CCR’s  Bad Moon Rising, qui viene personalizzata rallentandola al massimo per cercare di schivare l’effetto “banale e già sentito” e in questo senso la Wimmer riesce pienamente nell’intento assegnandole un’interpretazione personale, molto roots con tanto di slide, accordion e udu drum. L’orecchiabile e frizzante folk rock reggae di For The Living è il singolo che supporta anche un bel video.

In conclusione un bel disco che si inserisce nell’alveo della scena femminile americana, sempre più folta e agguerrita, uomini attenti qui le ragazze vi fanno ombra!. Speriamo di vederla presto live in Italia, vista anche la vicinanza e i nostri musicisti che le fanno da partners, i locali farebbero bene ad occuparsene.

http://bethwimmer.com/

Track List

  • Lover On The Run
  • Sweet Tragedy
  • Bring You Back
  • Blame Yourself
  • Beautiful Friends
  • Easier Life
  • My Babe
  • Makin' War
  • Bad Moon Rising
  • Damn Angel
  • For The Living