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Americana − Songwriting

Ben Glover

Atlantic

2014 - Proper Music / IRD
26/11/2014 - di
L`oceano unisce o separa? Se lo chiedessi a Ben Glover non sono certo di cosa risponderebbe, ma è molto probabile che, nel caso in cui si stesse parlando dell`Oceano Atlantico, propenderebbe per la prima ipotesi.

Il songwriter, chitarrista e cantante, cresciuto nel villaggio di Glenarm, nell`estremo nord dell`Irlanda, iniziava da giovanissimo, alla tenera età di tredici anni, ad esibirsi suonando e cantando Johnny Cash e Hank Williams nei pub irlandesi. In estate si spostava poi oltreoceano, eseguendo nei bar di Boston composizioni tradizionali irlandesi e brani di Christie Moore e dei Pogues, per poi rientrare in patria proponendo il repertorio di Dylan e Springsteen. A Nashville aprirà più tardi i concerti di Vince Gill, Buddy Miller e Tift Merritt.

America e Irlanda, dunque, sono da considerarsi un doppio centro gravitazionale intorno al quale Ben Glover ha da sempre orbitato, in un`ellissi di storia e tradizione, di blues e soul, country e folk, canzone d`autore e poesia.
Una sintesi tutt`altro che semplice, ma che si manifesta in maniera spontanea ed incredibilmente naturale in Atlantic, quinto lavoro discografico del cantautore.

L`idea di Atlantic nasce (guarda caso) sul delta del Mississippi, più esattamente durante una visita alla tomba dell`immenso Robert Johnson; viene scritto negli USA, ma registrato in Irlanda, nella casa dove Glover è cresciuto, affacciata (guarda caso) sulle rive dell`Atlantico.

Non c`è però traccia di correnti oceaniche né di vortici marini nell`oceano di cui Glover ci narra. Pacatamente deciso, forte di una maturità che con quest`ultima prova può considerarsi pienamente raggiunta, Glover apre il disco con This World Is A Dangerous Place, ballata acustica dai colori tenui e ben diluiti. Non c`è alcuna necessità di alzare la voce, neanche nel caso di un inno gospel che, mitigata quella forza cieca e trascinante che ha da sempre contraddistinto il genere, diventa preghiera, intima confessione di un animo nobile. Stiamo parlando di Oh, Soul, meraviglioso brano scritto a quattro mani da Glover e Mary Gauthier, che fa bella mostra anche in Trouble & Love (2014), ultimo meraviglioso album della cantautrice di New Orleans. La medesima doppia firma è riportata sui propulsori di Too Long Gone e di Take And Pay, tra i pochissimi scossoni del disco.

Con lo scorrere dei minuti la tensione emozionale non accenna comunque a diminuire: tutti e undici i brani risultano perfettamente cuciti sulla voce limpida e pulita di Glover, che ci canta cuore a cuore di inferno e redenzione, speranza ed amore, fallimenti e traguardi. 
Le sue corde, però, lasciano il segno più profondo nelle ballate intime e sommesse, cantate a labbra quasi serrate e intrise di una malinconia che, sublimata, si fa poesia. Basti pensare a Blackbirds, scritta e registrata con Gretchen Peterson, e al modo in cui questa scava pazientemente come goccia su pietra raggiungendo profondità recondite ed inesplorate. Allo stesso livello - se non superiore – la successiva The Mississippi Turns Blue, ballata acustica farcita di pedal steel e glassata di un “blue mood” a cui difficilmente si puo` restare indifferenti.
New Years Day chiude il disco con la stessa quiete con cui era iniziato, unendo definitivamente due sponde lontanissime che, con Glover a fare da ponte, riescono finalmente a toccarsi.

Persino i più irriducibili portatori sani di pessismo cosmico, una volta ascoltato questo album, inizieranno a sostenere che l`oceano unisce. Eccome se unisce.

 

 

Track List

  • This World Is A Dangerous Place
  • Oh Soul
  • Too Long Gone
  • True Love`s Breaking My Heart
  • Prisoner
  • Blackbirds
  • The Mississippi Turns Blue
  • Take And Pay
  • How Much Longer Can We Bend?
  • Sing A Song Boys
  • New Years Day

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