Marco Castelli e la sua band dalle sonorità multietniche si tuffano tra i suoni del mondo. E lo fanno con uno stile e una classe particolarmente riconoscibile. Sound differenti provenienti da ogni angolo del globo si uniscono in un risultato coinvolgente e poco comune. Citazioni sonore multiple, musicali ma anche cinematografiche, per un percorso a zig zag nel tempo e nello spazio, sostenuto alla perfezione dai numerosissimi elementi della band (8 sassofoni, tromba, flicorno, flauto, trombone, chitarra, piano, basso, batteria e percussioni, e senza contare le collaborazioni varie si arriva quasi a 30 elementi). Si parte dalla roboante ‘African Marketplace’, dal sound balcanico e in stile Goran Bregovic: sei minuti in cui la musica dell’est fa l’amore con quella africana, mescolando suoni e linguaggi. Il viaggio prosegue con un tuffo indietro nel tempo, spostando l’orecchio verso sud: ‘Vecchio americano’ prende spunto da ‘Tu vuo' fa' l'americano’ di Carosone in chiave salsa, per poi aggiungerci ‘Vecchio Frac’ di Domenico Modugno, con il pianoforte sorprendente di Angelo Comisso. Il risultato è particolarmente coinvolgente. Se ‘Febo’ è un tuffo momentaneo in un sound elettronico, ballabile e solare, ‘Baires’ colpisce per l’eleganza del sound. ‘Misirlou (Pulp Fiction)’ invece è un omaggio al celebre film di Tarantino, con tanto di sassofoni e violino in evidenza. E più ci si avvia verso la fine del disco, più le sonorità diventano vitali, passionali e allegre. In questo senso, ecco che arrivano il sound jazzato e originale di ‘Jive Samba’, lo ska forsennato di ‘Bandando’, tutta trombe e divertimento, la leggerezza malinconica ma calorosa di ‘Ausencia’ (di Goran Bregovic) e un’altra super-fusione tra canzoni famose targata Bandorkestra.55: ‘Mr. Lous Prima’, infatti, unisce ‘Bingo Bango Bongo’, ‘Caldonia’ e ‘Jump Jive’ in un bel boogie incredibilmente coinvolgente. Che dire, la Bandorkestra.55 di Castelli, che si autodefinisce 'Banda Moderna' (e ne ha tutte le ragioni), riesce a coniugare le più disparate influenze musicali e una particolare inventiva compositiva, davvero sorprendente. E così, dopo il disco Bandalarga del 2006, regala un altro capitolo musicale a cavallo tra i generi e i confini musicali di tutto il mondo: con imprevedibilità, competenza e un pizzico di follia.
Track List: