Quanto ti capita di incontrare queste sette del mistero musicale, ti chiedi perché hai ascoltato la loro parola e il loro verbo, perché ti sei lasciato trascinare dai loro sentimenti, più il disco gira e più vorresti spegnere tutto, ma è troppo tardi, non capisci il motivo per cui prima eri felice, spensierato, e ora ti trovi immerso in mille pensieri caustici e velenosi verso chi non sai nemmeno tu Eppure questa è una cosa meravigliosa per chi ti fa ascoltare il suo lavoro, durato per ben due anni in studio, a sperimentare, a cercare di convogliare i viaggi sonici e le angosce di ognuno: la voce malata e terminale di Luca Barachetti (parole e voce) ti dice tutto, risulta essere persino rassicurante se riesci ad ignorare i concetti.
Hanno colpito nel segno I Bancale con questa mini opera prima, il loro messaggio è arrivato attraverso una “lamata” elettro acustica, attraverso una concezione nuova di fare blues, hanno proiettato delle immagini senza ritorno, proprio in questo periodo allestiscono un ritratto di un malessere diffuso, un vuoto pieno di silenzio e di iper-realismo, perché sono tutte cose che hai visto poco fa, mentre facevi la spesa nel supermercato vicino casa. (“ricordi il sabato la spesa, il suv di tuo marito, il vostro silenzio sui sedili spezzato da un dito che batte sulla portiera, è un martello di rito fino alla sera cocaina per tuo figlio”).
E´ solo un ep per fortuna e questo viaggio di merda dura poco, il suono ci ha ipnotizzato come il canto delle sirene, affascina la loro sperimentazione sonora, trasversale, obliqua, ma mai causale: il blues tagliente di “Dolore” fa davvero male, la ricerca dei suoni per mezzo di un pezzo di lamiera percossa, tra minimalismo d´ambientazione e dark industriale (Fabrizio Colombi) come ci ricorda la serialità espressa in “Crepa”, un brano sublime, un capolavoro: "la soluzione è rosari di scariche orgasmi di terra contro figli di cemento…e romperci per rompere…crepa".
Track List: