The suburbs<small></small>
Rock Internazionale

Arcade Fire

The suburbs

2010 - Marge
12/10/2010 - di
Durante un episodio della serie televisiva ´Chuck´, il protagonista, nel mezzo di una discussione intima, definisce il primo disco degli Arcade Fire (´Funeral´, ndr) come un ´afrodisiaco musicale´. Un’affermazione emblematica che sottolinea come la band canadese sia, nell’arco di pochi anni, riuscita a penetrare nell’animo di molti ascoltatori e conquistare la scena internazionale proprio per mezzo di seducenti melodie accostate ai due timbri vocali, quello mistico di Win Butler e quello in grado di giocare con le corde dell’anima di Régine Chassagne, mostrando a tutti il calibro della band. Non bisogna, però, eccedere in inutili confronti, snobbando ´The suburbs´, di certo non un capolavoro assoluto come lo è stato il debuttante ´Funeral´, ma pur certo un lavoro intrigante. Così come l’opera seconda, ´Neon bible´, anche il nuovo disco del sestetto canadese ha un suo perché, facile d’apprezzare e da godere per il fascino delle sue canzoni. Gli Arcade Fire invertono la rotta, lasciano da parte quelle atmosfere trasognanti e fortemente emotive dei primi due dischi e presentano un lavoro più descrittivo, inteso a modo di concept secondo il batterista Jeremy Gara, in cui vengono rievocati i sobborghi e le periferie del passato, attraverso immagini e sogni di bambino, alienazione, speranze ed esperienze. Gli Arcade Fire hanno quel non so di magnetico che riesce a catalizzare l’ascoltatore, la loro musica sviscera emozioni contrastanti che in questo disco troviamo espresse per mezzo di eccellenti ritmiche le cui coordinate sonore vanno dai richiami new wave di ´Half Light II (No Celebration)´, Suburban War´ e ´The Suburbs (Continued)´, alle classiche ballate indie-rock come ´City with no children´, passando per gli inaspettati sussulti punk di ´Month of May´. Un ottimo disco, sobrio in tutte le sue intense composizioni, sorprendenti per l’uso accorto che la band dimostra di saper fare dei mezzi a disposizione magistralmente amalgamati tra loro. Le canzoni che spiccano per antonomasia sono la ballata iniziale (title-track), l’alienante ´Half light I´, la sorprendente ´Suburban war´, la barocchiana ´Rococo´, e le accattivanti ´Ready to start´, ´Half light II´, ´Month of may´ e ´Deep blue´. Un disco eccezionale che, duole ribadirlo, speriamo molti non sottovalutino.

Track List

  • The Suburbs
  • Ready to Start
  • Modern Man
  • Rococo
  • Empty Room
  • City With No Children
  • Half Light I
  • Half Light II (No Celebration)
  • Suburban War
  • Month of May
  • Wasted Hours
  • Deep Blue
  • We Used to Wait
  • Sprawl I (Flatland)
  • Sprawl II (Mountains Beyond Mountains)
  • The Suburbs (Continued

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