Funeral<small></small>
Rock Internazionale

Arcade Fire

Funeral

2004 - Merge Records
11/05/2005 - di
Stendere una lunga passatoia rossa e tirare giù il cappello è il minimo che possiamo fare di fronte alla grandezza di “Funeral”, una delle migliori uscite discografiche degli ultimi anni. Chi sono gli Arcade Fire? Perché “Funeral”, un titolo così curioso? Procediamo con ordine.
Coloro che si fanno chiamare Arcade Fire sono cinque personaggi canadesi, di Montreal, che nell’estate 2003 hanno messo su una band: Win Butler, Règine Chassagne, Richard Parry, Tim Kingsbury e William Butler. Sveliamo anche il mistero del titolo, “Funeral”: durante le registrazioni del disco d’esordio, dopo aver firmato con la Merge, i membri della band sono stati colpiti da una serie di lutti che li ha profondamente sconvolti (sono venuti a mancare la nonna di Règine, il nonno di William, la zia di Richard), tanto da intitolare il loro album “Funeral”, un evento al quale hanno preso parte più volte mentre il disco prendeva forma. Per la cronaca, dopo tre lutti anche una buona notizia: Règine e Win si sono sposati e ora vivono felicemente in qualità di marito e moglie all’interno della stessa formazione musicale.
Per capire la grandezza di “Funeral” vi basti sapere che Byrne li adora e vorrebbe registrare qualcosa con loro, mentre David Bowie regala i loro cd a destra e a manca: qualcosa di speciale ci deve davvero essere in queste dieci tracce così profondamente particolari e credo sia “semplicemente” la capacità di penetrare direttamente nell’anima di chi ascolta, saltando di netto il cervello.
Per spiegare un disco così complesso non mi resta che dividerlo in tre parti. Innanzitutto ci sono quattro canzoni che formano una specie di concept album a sé stante e sono i pezzi che vanno da “Neighborhood#1 (Tunnels)” a “Neighborhood#4 (7 Kettles)”: la voce maschile ha un che di mistico, quella femminile gioca con le corde dell’anima, i testi sono incredibili nelle loro visioni ed apparizioni, la musica di chitarre ed archi avvolge e crea dolcissima assuefazione.
Ci sono poi due pezzi cantati in lingua francese (e non ci deve stupire, molte zone del Canada sono bilingue): se “Une Annèe Sans Lumiere” è un capolavoro, devastante nella sua delicatezza che sfocia in un rockeggiante assolo finale semplicemente indescrivibile, “Haiti” non è da meno con le stupende prove vocali di Règine.
Le restanti quattro canzoni sono esempi di un rock alternativo al dì là di una qualsiasi classificazione: bastino “Crown of Love”, per la quale non ci sono parole tanta è la grandezza, e la raffinata “Rebellion (Lies)”, che sembra recuperare la migliore dance travestendola d’arte, per farsi un’idea delle capacità sconfinate di questo nuovo gruppo che mischia chitarre, archi, rock, amore, dolore, morte, felicità, magia.
Ogni parola, a questo punto, è superflua: mette su “Crown of Love” e lasciatevi trasportare via dove la Musica con la m maiuscola esiste ancora e non è mai stata così viva.

Track List

  • NEIGHBORHOOD#1 (TUNNELS)|
  • NEIGHBORHOOD#2 (LAIKA)|
  • UNE ANNEE SANS LUMIERE|
  • NEIGHBORHOOD#3 (POWER OUT)|
  • NEIGHBORHOOD#4 (7 KETTLES)|
  • CROWN OF LOVE|
  • WAKE UP|
  • HAITI|
  • REBELLION (LIES)|
  • IN THE BACKSEAT

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