10/12/2002 | di Christian Verzeletti
“Crediamo in Dio, nell’America e nei camion”: non appena aprite la confezione del nuovo disco di Ani DiFranco, vi troverete di fronte questa scritta, che rappresenta la posizione ironica e mai omologata di questa autrice.
Da artista indipendente, tanto nelle scelte quanto nei contenuti, Ani DiFranco si permette un live (cd e dvd) che immortala la raggiunta pienezza della sua nuova fase artistica: se "Living in clip" rappresentava un punto e a capo per l’iniziale periodo folk-rock, "So much …" lo è per quel suono ibrido costruito a partire da "Little plastic castle".
Senza assumere toni celebrativi né ripetitivi, l’album è un´eccezione nella categoria dei dischi dal vivo, perché mantiene quel caratteristico work in progress che l´autrice mette in atto ogni volta che sale su un palco.
Due dischetti, intitolati "Stray cats" e "Girls singing night", che arrivano come fossero del tutto nuovi. Ogni brano è come un inedito, visto che gli arrangiamenti si fanno portatori di una linfa di cui pochi artisti oggi possono godere. “To the teeth” ha una coda finale di fisarmonica, di cui Ani approfitta per incitare il pubblico alla fuga in Canada, esempio di diserzione già applicato ai tempi della guerra in Vietnam.
Pezzi storici come “Rock paper scissors / 32 flavors” e “Loom / Pulse” compaiono in medley e in forme difficilmente riconoscibili, al punto che sarebbe difficile trovare un genere con cui definirle.
“Shrug” viene eseguita poche ore dopo che il brano era stato scritto, mentre il poema "Self evident", un vero e proprio reading, sfocia in parti free contro qualunque organo reo di complotto e propaganda a seguito dell´11 settembre. Ani non ha peli sulla lingua e non si fa intimidire dall’abusato senso di pietà per le vittime, risultando credibile anche quando arriva a brindare all´Afghanistan, all´Iraq e alla Palestina. "Viene il momento / in cui il funzionamento della macchina / diventa così odioso / che è impossibile parteciparvi / dovrete piazzare i vostri corpi / sugli ingranaggi sulle ruote / e su tutti i congegni / e dovrete chiarire ai suoi proprietari / e a coloro che la fanno funzionare / che finchè non sarete liberi / alla macchina verrà impedito di funzionare del tutto".
Lei è una Woody Guthrie al femminile che ha trovato una band capace di assecondare e di espandere la sua musica: tre trombe, tastiere, sax, flauto, clarinetto, basso, batteria e, ovviamente, chitarre acustiche, sporcate di folk e funky. Questo le dà la libertà di cantare d’amore come di politica, con rabbia e con delicatezza: di fronte ai sentimenti, le sue canzoni sviscerano falsi pudori e sensi di colpa, si riappropriano di una femminilità che è ancora troppo succube e colonizzata. Canzoni come “Letter to a John” o “My IQ” sono un brivido per come sono suonate e per come si oppongono ad alienazioni, più o meno interiori.
Ani DiFranco è oggi un’artista assolutamente necessaria. Non fa differenza che la abbiate già ammirata dal vivo o no: questo disco vi suonerà nuovo ed importante in ogni caso.
Discografia:
SO MUCH SHOUTING SO MUCH LAUGHTER 2002, RIGHTEOUS BABE RECORDS
REVELLING RECKONING 2001, RIGHTEOUS BABE RECORDS
SWING SET 2000, RIGHTEOUS BABE RECORDS
TO THE TEETH 1999, RIGHTEOUS BABE RECORDS
UP UP UP UP UP UP 1999, RIGHTEOUS BABE RECORDS
LITTLE PLASTIC CASTLE 1998, RIGHTEOUS BABE RECORDS
LIVING IN CLIP 1997, RIGHTEOUS BABE RECORDS
MORE JOY LESS SHAME 1996, RIGHTEOUS BABE RECORDS
DILATE 1996, RIGHTEOUS BABE RECORDS
NOT A PRETTY GIRL 1995, RIGHTEOUS BABE RECORDS
OUT OF RANGE 1994, RIGHTEOUS BABE RECORDS
LIKE I SAID 1993, RIGHTEOUS BABE RECORDS
PUDDLE DIVE 1993, RIGHTEOUS BABE RECORDS
IMPERFECTLY 1992, RIGHTEOUS BABE RECORDS
NOT SO SOFT 1991, RIGHTEOUS BABE RECORDS
ANI DIFRANCO 1990, RIGHTEOUS BABE RECORDS