Immagine più adatta per Ani Difranco e per questo suo nuovo disco non ci poteva essere della farfalla impressa sulla copertina cartonata del cd. E poi il titolo, “Evolve”, a ribadire quell’evoluzione che da sempre è caratteristica della cantautrice di Buffalo, anche quando, come in questo caso, il passo da compiere comporta separazioni e cambiamenti.
Il disco infatti è stato presentato come l’ultima prova in compagnia della band che l’ha accompagnato negli ultimi anni. Niente di cui stupirsi, perché Ani ha sempre vissuto di forme mutevoli, in cui la vivacità dell’esperienza è sempre stata parallela alla sua temporaneità: grazia e forza le sono sempre venute dal suo svolazzare leggero da un genere all’altro, che ha lasciato il segno ad ogni appoggio.
Difficile dire quale corpo adotterà Ani prossimamente, per ora godiamoci queste dodici canzoni, alcuni delle quali incluse anche nel dvd “Render”.
“Evolve” rimane lievemente al di sotto del picco raggiunto con il doppio “Revelling Reckoning”, ma si distingue per l’alternanza tra brani full band e interpretazioni acustiche, che creano una tensione interna e ne fanno una creatura in continuo procinto di cambiare forma. Il disco è caratterizzato da un movimento altalenante, mai placato: così è per il canto di Ani e per i ritmi sincopati della sua chitarra, ma anche per l’andamento dei fiati e gli intarsi delle tastiere di Julie Wolf, a testimoniare la compenetrazione raggiunta dalla band (“grazie per tutte l’amore che abbiamo fatto”, scrive l’autrice nei credits ai suoi musicisti).
I brani funky stanno alle ballate più gravi allo stesso modo in cui nei testi l’affettività femminile sta all’attualità, tutti termini di una medesima equazione. La Difranco propone brani politici (“Evolve”, “Serpentine”), addentrandosi nei meandri più torbidi dell’America militarista e capitalista, con la stessa forza con cui penetra le tortuosità sentimentali e sessuali della relazione amorosa, senza temere censure o falsi pudori (“la mia figa è un trattore / e questo è un rimorchio”, oppure “questa coppia è come la puzza di un grosso topo peloso / morto dentro a quel muro” o ancora “ho girato il mondo / e vedo questo dell´america / qui il controllo della mente è al culmine / qui la miopia è grave”). Canzoni che arrivano come carezze inattese, ma rimangono come pezzi di vetro impigliati nelle dita dei piedi, tra brividi di piacere e di dolore.
Ani Difranco possiede “quel tipo di bellezza / in continuo movimento”, che dai tempi di “Pulse” la obbliga a tentare forme di canzoni più estese: così era per “Self evident” e così è per gli oltre dieci minuti di “Serpentine”. L’ultima cosa da fare sarebbe chiederle di lasciarsi afferrare, di fermarsi anche solo per un attimo, perché come ammette lei stessa nella title-track “questa falena fuori dalla porta della mia cucina / va matta per quella lampadina spoglia / le svolazza attorno in cerchi / la urta col suo teschio / quando è fuori nel bosco si dirige dritta verso la luna / ma portala vicino ad una lampadina ed è condannata / Sta cercando di evolversi / Sta solo cercando di evolversi”.
Track List: