Il ritorno estivo degli Amor Fou del sole della stagione più calda non ha la serenità, quanto piuttosto la chiarezza luminosa che brucia gli occhi. Il viaggio di quello che ora è un trio (Alessandro Raina, Leziero Rescigno, Giuliano Dottori) tra gli sbandamenti sociali e personali da un impegno vanamente sanguinario al disorientamento nichilista prosegue infatti con un breve capitolo in EP che, accompagnato da un racconto, celebra con un’evidenza lancinante gli anacronismi dell’amore: si tratta di quello disilluso e senza lieto fine di tanti trentenni di oggi, che scivola fuori tempo spezzando le ali di ogni 'ultima occasione' e fuori tempo appare rispetto alla dignità di un addio volontario e consapevole di altri tempi e ancor più rispetto all’esemplare unione coniugale del titolo mitologico, chicca preziosa in linea con la netta tendenza al concept di Raina (da ultimo in qualità di Casador). E anche il suo racconto inedito è una fotografia, dolceamara ma lampante, di un’impossibilità di amare, immortalata nella rabbia repressa di un gesto mai compiuto. Struggente è d’altronde la limpidità della musica, che si spoglia delle complicazioni elettroniche del cd d’esordio, che componevano atmosfere quasi psichedeliche live, per assumere vesti più sobrie e trasparenti. Tra tappeti e ricami di chitarre acustiche e linee di piano di una malinconia densa e perturbante aleggia una vocazione alla narrazione sotto voce per pensieri e parole non dette, un’intensità di marce accorate come il passo di un destino perso. Un respiro doloroso si fa poesia per musica essenziale (complice sicuramente l’entrata ufficiale nel gruppo di Dottori), guardando alla tradizione del cantautorato fino a rileggere il Jimmy Fontana de 'L’ultima occasione' portata al successo da Mina, con una sensibilità musicale che ha la cifra visiva e visionaria del cinema, ma si tiene lontana da ogni eccesso. Non c’è dramma. C’è la constatazione senza lacrime di una sconfitta, illuminata da un sole in bianco e nero che risorge senza calore.
Track List: