Asteroidi<small></small>
Emergenti − Alternative − synth-pop, songwriting, new-wave

Àlia

Asteroidi

2015 - Neverlab Dischi
25/03/2015 - di
Alessandro Curcio /Alia incanta. Per la delicatezza cristallina (v. Bouquet), la sensibilità pura e la bellezza armoniosa del suo mondo emozionale e delle sue canzoni, per la lievità porosa della sua musica, che si lascia attraversare dalla luce per poi risplendere, per la sua voce che spande melodie vellutate (degne del più sofisticato ed elegante pop d’autore italiano) e misurate e, come un pattinatore, sa ricamare ghirigori semplici ed emozionanti sul ghiaccio di synths e batterie elettroniche.

Nel suo esordio su long-length il cantautore si muove tra note sinuose e ariose di bossa nova (Goldie Hawn con la chitarra acustica affidata alla raffinatezza impareggiabile di Cesare Malfatti, ex La Crus), trame elettroacustiche siderali, carezzevoli e nostalgiche (ad esempio nella meravigliosa ed intensa Musa, dal lirismo amplificato dalle citazioni di Clemente Rebora), grazie anche alla maestria, al tocco e al tatto di Giuliano Dottori, produttore del disco, così come del primo EP Ària del 2013, oppure ancora tra sonorità synth-pop in debito con gli ‘80s e bassi/tastiere new-wave. Nella Vesta version del brano di apertura, Bouquet, non mancano sprazzi di piacevole funk, probabile lascito dell’esperienza nei Quartocapitolo, e chitarre elettriche anni ’90.

I versi accarezzano il quotidiano condensandolo in immagini semplici e significative, di grande evidenza e suggestione, ne colgono scene e intime risonanze, tra nostalgia e poesia, pudore (grande sconosciuto dei nostri tempi sovresposti) e dubbi, ironia e riflessione; le parole si fanno melodie luminescenti e musica fresca e rarefatta, di ossigeno, stelle e asteroidi, da ascoltare e respirare a fondo trattenendo prima il fiato, per non perdere nessuna eco dolce e trasparente di una fantasia immaginifica, attenta e quasi amorevole.

Menzione speciale per Corteccia, già video struggente che in qualche modo rammentava il finale di Philadelphia, il celeberrimo film di Jonathan Demme, sulle note dell’omonimo, commovente brano di Neil Young, così come per la già ricordata Musa o per La sicurezza degli oggetti, ballata preziosa (con musica composta con lo stesso Dottori) tra piano, brividi di synths e corde di chitarra appena sfiorate, incentrata sul bisogno di aggrapparsi alla fede come ad “un galleggiante”, oppure e soprattutto alle cose che “non vogliamo perdere”. Tra gli ospiti anche l’ex Madreblu Raffaella Destefano, che duetta con Alia nell’adorabile Cats. Da ascoltare.

Track List

  • Bouquet
  • Cats
  • Goldie Hawn
  • Musa
  • Case di ringhiera
  • Corteccia
  • Asteroidi
  • Verso il centro
  • La sicurezza degli oggetti
  • Keplero
  • Bouquet (Vesta version)