Sotto il pavé la spiaggia<small></small>
Italiana

Alessio Lega

Sotto il pavé la spiaggia

2006 - Nota
19/03/2007 - di
Come aveva lui stesso anticipato, il nuovo disco di Alessio Lega è una raccolta di canzoni francesi inedite tradotte in italiano e riarrangiate con i MokaCyclope (Gianluca Giusti alle tastiere, Rocco Marchi al basso e alle chitarre e Mimmo Mellace alla batteria).
Già dal precedente “Resistenza e amore” si poteva intuire quanto la tradizione francese avesse influenzato questo cantautore, da Ferrè a Brassens giù fino a De Andrè, ma chi avrebbe puntato su un disco interamente dedicato alle musiche e alle parole di Brel, Brassens, Ferré, Renaud e Leprest? Certo, già ci sono state le rivisitazioni di Nanni Svampa, di Fabrizio De Andrè, di Giangilberto Monti e dei Têtes de Bois, ma in genere ciò che è transalpino, a maggior ragione se si tratta di musica, viene dalle nostre parti ancora considerato adatto ad un’elitè, borghese e con la puzza sotto il naso.
Lega invece riesce ad offrire queste canzoni in versioni che sono allo stesso tempo alte e basse, popolari ed intellettuali, come i loro autori. È aiutato dai MokaCyclope che lo sorreggono con arrangiamenti in bilico tra la canzone d’autore e il progressive. Il disco è inoltre corredato dalle illustrazioni del fumettista Lorenzo Sartori e tutto questo contribuisce a farne un lavoro intelligente in cui il sentimento sposa la coscienza sociale, l’ironia prende per mano la rivoluzione.
Lega alterna il canto al parlato con toni politicamente appassionati e riesce a rendere anche l’ambiguità spietatamente reale delle canzoni più romantiche: ad un lavoro di traduzione affatto semplice ha aggiunto qualche adattamento utile ad attualizzare i brani in un contesto italiano (ma anche a creare rimandi con le banlieues francesi del novembre 2005).
“Sotto il pavé la spiaggia” è un titolo che proviene dal ’68 e che ben riassume il senso di questo lavoro: lo si può interpretare in vari modi, “Sotto l’ingiustizia la libertà” oppure “Sotto l’ignoranza la poesia”, o ancora ci si può interrogare su cosa ci sta e ci deve stare sotto la canzone italiana.
Alessio Lega ama zavorrare le “sue” canzoni con carichi di idee, musicali e narrative. “Sotto il pavé la spiaggia” è infatti un disco di peso: a tratti le idee hanno anche preso il sopravvento e “costretto” i protagonisti ad includere qualche pezzo di cui si sarebbe potuto fare a meno. Manca la coesione di cui era dotato “Resistenza e amore” e forse anche l’apporto di una band più estesa, che faccia sobbalzare le canzoni ad ogni passo.
A questo sopperisce il coraggio della passione profusa in modo abbondante e non certo politically correct nel romanticismo esistenziale di “Amori marinai”, nell’aria festaiola de “La birra”, nel pulsare avulso di “Le cose schifose hanno un gran bel nome”, nella torbida sensualità di “Sulle punte” e negli squarci duri de “La scimmia”.
“Sotto il pavé la spiaggia” non vincerà premi e probabilmente rimarrà sepolto sotto il pavè della troppa musica, ma è un disco che ha l’imperfetto e ormai raro ardore di chi osa schierarsi in nome della libertà.

Track List

  • Sul palco|
  • Amori marinai|
  • La straniera|
  • La birra|
  • La medaglia|
  • Le cose schifose hanno un gran bel nome|
  • Sulle punte|
  • Tango funebre|
  • Con eleganza|
  • Filistei|
  • Quando si va dove?|
  • La scimmia|
  • Chissà|
  • Naturale|
  • Tolleranza zero|
  • Grano d’anarchia|
  • Il disordine è uguale all’ordine meno il potere|
  • Né dio né stato

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