mala testa<small></small>
Italiana − Canzone d`autore

Alessio Lega

mala testa

2013 - OBST U GEMUSE
30/03/2013 - di
Il senso del suo scrivere canzoni nell'horror vacui degli anni zero, Alessio Lega lo affida al vocione di Paolo Pietrangeli, alla traccia numero 2 del nuovo mala testa: “Vogliamo canzoni da amare/ che il vento ripari la pioggia - declama l'autore di Contessa - vogliamo canzoni dal mare/ mai più canzoni da spiaggia/ Vogliamo canzoni più vere/ così come i sogni sognati/ dal fondo di ogni bicchiere/ la nave di Jenny e i pirati/ Vogliamo canzoni più amare/ della melassa per radio/ che mente parlando di cuore/ un miele di male e di jodio”. E a questo punto un orfano del messaggio cantato, che fa? Spalanca gli occhioni belli manco fosse un clone di Betty Boop, e rimanda di un altro po’ l’intenzione di piantarla lì coi dischi dei cantautori. Per chi è arci-convinto che a canzoni si faccian ancora rivoluzioni (se non altro sul piano della coscienza civile), questo disco è una manna dal cielo, un toccasana, un anabolizzante.

E’ la canzone di denuncia riveduta e corretta ai tempi dell’Acquario, ma senza trucco e senza inganni intellettual-chic, senza infingimento alcuno, che dentro ci passa la vita vera (La scoperta di Milano, Icaro), si canta di stragi e di piazza vere (La piazza la loggia la gru), con tanto di nomi e cognomi: quelli dei morti senza giustizia del 28 maggio 1974, a Brescia.

mala testa è allora il riassunto di mezzo secolo italiano trascorso tra miseria e nobiltà (pochissima); la canzone narrativa e ribellista che incrocia quella popolare delle mondine (Addio morettin, Corso Regina Coeli); è il folk della ballata sociale (Risaie, Monte Calvario, Rosa bianca) che taglia la strada al rock e al blues d’attualità (Frizullo, Spartaco, Matteotti). Passato (Isabella di Morra, poetessa del Cinquecento, sgozzata dai fratelli a 26 anni) e presente (Difendi l’allegria, libera traduzione di una poesia dell’uruguaiano Mario Benedetti), in rapporto dialettico, secondo il filo rosso della presa di coscienza, dell'accusa, e quando serve dell’ironia (Esecuzione produttiva, salutare tirata d’orecchi ai discografici che, con le migliori intenzioni, ti spingono passo passo sul sentiero della perdizione cantautorale).

Difendi l’allegria
a parte, la scaletta non registra altri “inni” alla gioia (della mobilitazione di gruppo), segno che Lega risulta essere altro persino dal combat folk. Pur muovendo dal qui e ora dello stato dei fatti il suo discorso resistenziale riguarda l’ontologia degradata che caratterizza il nostro vivere (in)civile. Il sottotitolo di mala testa recita, non a caso, che cosa ancora brilla dal fondo senza ritorno: un appello resistenziale contro la perdita collettiva di memoria, contro la normalizzazione coatta, le libertà obbligatorie, le ingiustizie sempiterne, sotto qualunque bandiera e in qualunque natura si manifestano.

Un concept lungo (60 minuti) e tripartito (Parte prima: Tornare alla bomba, Parte seconda: Romanzo di formazione; Parte terza: Le storie cantate), che come valore aggiunto sfoggia le ottime illustrazioni del fumettista Matteo Fenoglio, ed il supporto del team di musicisti che accompagna Lega in questa avventura: Rocco Marchi (pianoforte e derivati vari), Andrea Faccioli (chitarre, banjo e authoarp), Francesca Baccolini (contrabbasso), Andrea Belfi (batteria). Oltre la guest star di Paolo Pietrangeli c’è anche da annoverare quella di Paolo Ciarchi, che non si risparmia tra voce, percussioni (soprattutto in Difendi l’allegria), trombazzi e armonica a bocca. Un disco convinto e convincente nel quale le buone intenzioni, per una volta, trovano conferma nei fatti. Non saltate dalla sedia (e non abbandonatevi nemmeno a stucchevoli dietrologie) ma il mio giudizio complessivo è ottimo. Senza se e senza ma.

Track List

  • FRIZULLO
  • CANZONI DA AMARE
  • ADDIO MORETTIN
  • RISAIE
  • MONTE CALVARIO
  • SPARTACO
  • LA SCOPERTA DI MILANO
  • ICARO
  • DORMI, DORMI
  • I BACI
  • INSULINA
  • MATTEOTTI
  • ROSA BIANCA
  • CORSO REGINA COELI
  • ISABELLA DI MORRA
  • DIFENDI L’ALLEGRIA
  • ESECUZIONE PRODUTTIVA
  • LA PIAZZA LA LOGGIA LA GRU

Alessio Lega Altri articoli