02/12/2009 | di Ambrosia J. S. Imbornone
Il cantautorato contemporaneo sperimenta strade nuove, più intime o surreali nell’indie, accosta la poesia al rock, oppure si gonfia di ispirazioni classiche o jazzate talvolta troppo 'sanremesi'. Ma Alessandro Grazian è un caso, un’eccezione fuori da ogni tempo. A un anno dal secondo album, 'Indossai', torna con un ep dal sound più scarno, che comunque utilizza il suo linguaggio musicale caratterizzante, espressione di un sentire consapevole della sua differenza. Lontano dalle seduzioni di apparenze aggressive o modaiole, quello di Grazian è un cantautorato che, anche quando si addentra in questo lavoro con versi e note tra fallimenti e debolezze, emarginazioni ed errori, appare dotato di una dolcezza sussurrata; quest’ultima si veste di archi, chitarre acustiche, clarinetti, glockenspiel e rhodes, in un tessuto musicale che ha la preziosità impalpabile ed eterea di un certo prog, sospeso tra barocco e mitografia onirica (si ascoltino soprattutto i momenti strumentali di 'Sulla via'). Dalla tradizione musicale italiana l’artista padovano è ormai partito con successo con un percorso che non ha il peso e la polvere della storia. Pregevole il ritratto femminile della title-track, che risuona struggente come un’esclusione per elezione, per intollerabile e incomprensibile fulgore che si fa follia. 'Incensatevi' è un attacco all’industria del vuoto all’insegna dell’impeto appassionato dei violini e di cambi di ritmo eleganti, che lascia il dubbio che l’estromissione dal circo della cultura presunta sia il vantaggio e il pregio di quanto è arte raffinata e non sarà mai prodotto da supermercato. Il che suona aristocratico, ma anche coerente. Deliziosi nelle cinque tracce il contrabbasso, i ricami e i brividi dei violini, l’austerità triste di viole e violoncello, la ritmica 'flessibile', impeccabilmente al servizio delle accelerazioni avvolgenti come delle ballate rallentate fino al languore più malinconico. Grazian non è per tutti (per fortuna e/o purtroppo), ma in versione ep, con brani brevissimi, è consigliato anche a chi preferisce l’entusiasmo trasmesso da qualche scossa emozionale in più e riesce ad assumere, senza effetti collaterali, solo a piccole dosi la sua delicatezza ricercata e la sua intensità un po’ trattenuta.
Track List: