Alessandro Grazian - Indossai

Alessandro Grazian

Indossai

2008 - Trovarobato

03/03/2009  |  di Vito Sartor

Non sempre il sapore antico, le foto seppiate e scolorite e una scenografia demodé sortiscono un effetto positivo, di sovente questo approccio nelle canzoni dei nuovi cantautori mette la nausea, perché quello che cantano è solo un’emulazione ai tempi andati e non appartiene al cuore dell´artista: Alessandro Grazian si lascia trasportare da questa sua passione, ma ancora una volta va sopra le righe, seppure per il cantautore è ancora in corso una ricerca stilistica che parte dai maestri maledetti della canzone e del passato.
Con il suo nuovo lavoro intitolato Indossai Alessandro innova il suo stile: le canzoni sono vestite di tutto punto grazie ad un apporto strumentale che prende le distanze da quello stile primaverile e barocco, seppur elegante e complesso, presente nel precedente Caduto (2005); un nuovo portamento dunque, sia nella scrittura che nel complesso strutturale dei brani che ha raccolto intorno a se una serie interminabile di strumentisti, affezionati o appartenenti in qualche modo a casa Trovarobato (Enrico Gabrielli polistrumentista, Vincenzo Vasi theremin) e anche di un ospite d’eccezione come Emidio Clementi voce in “A San Pietroburgo”.
Non è secondario che Indossai abbia utilizzato arrangiamenti più o meno pesanti, i quali, in alcune occasioni, trascinano l´ascoltatore in un sogno infinito, spingono le melodie fino a toccare il cielo, come succede attraverso l´emozione di un incisiva ed ermetica di “Ballata”,o con la sperimentazione di “Diteci che siamo sani”, in cui la poesia è sommersa da inquietudine e malinconia.
La melodia convive con uno speciale circuito chiuso di concetti espressi, a volte introspettivi, altre volte troppo aulici od eccessivamente intimi per essere compresi senza adeguati approfondimenti nell’ascolto; a sprazzi questo estro artistico risulta essere smodatamente nobile: la scrittura viene deviata attraverso una metrica in rima come in “Fiaba rossa”, oppure può rimanere delicata, accompagnata da un´aria sviolinante come in “Soffio di nero”, o coniando una sorta di rock aristocratico come succede in “Chiasso”.
Basta ascoltare "Indossai" per guardare Alessandro Grazian mettersi a nudo con estrema naturalezza artistica, quasi tutta espressa dalla sua poesia, dai suoi pensieri più intimi e complicati, dalle sue paure, e per farlo si affida ad un gioco strumentale meraviglioso, pesante, ma essenziale per raggiungere il risultato ottenuto, un effetto tanto alto da averci messo in soggezione ancora una volta.


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Track List:

  • Indossai |
  • Ballata |
  • E´ vero |
  • Acqua |
  • Diteci che siamo sani |
  • A San Pietroburgo |
  • Sainte Epine |
  • Fiaba Rossa |
  • Soffio di nero |
  • Chiasso |
  • Tema di Sueña

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