Aimee Mann - Lost in space

Aimee Mann

Lost in space

2002 - SUPEREGO RECORDS

12/11/2002  |  di Christian Verzeletti

Aimee Mann è una delle più stimate cantautrici degli anni ’90 e uno dei pochi musicisti decenti passati per Mtv negli anni ’80. Ma, andando ancora più a ritroso nel tempo, da ragazzina deve essere stata una grande fan dei Beatles, che ha saputo tramutare la passione in un suono tutto suo.
La grande conferma è stata il lavoro svolto per “Magnolia” di Paul Thomas Anderson, a cui è seguito il contributo alla colonna sonora di “I am Sam” (guarda caso interpreta “Two of us” dei Beatles), ma in realtà ogni album della Mann è un tassello che va a colmare uno spazio vuoto, di cui nessuno prima si era accorto.
“Lost in space” in questo è il suo lavoro più riuscito: non che sia il migliore, ma è quello che fa emergere tutte le capacità di scrittrice e di musicista di quest’artista.
Pur non presentando singoli come “Save me” e nemmeno interpretando grandissime canzoni come “The Fall of the World´s Own Optimist” di Elvis Costello, il disco raggiunge livelli di assoluta eccellenza grazie a un’identità organica. Già i fumetti che accompagnano il booklet danno la sensazione di un lavoro curato, ricercato, che si basa su piccole short stories; lo stesso dicasi per la strumentazione molto vintage che crea un pop in punta di piedi, quasi restio in confronto a certe produzioni attuali. Un ambiente discreto e raffinato, a tratti addirittura contenuto, è l’ideale per le canzoni della Mann, legate da un filo comune più evidente che in passato: il taglio psicologico è portato alla massima espressione con una serie di metafore costruite sulla dipendenza dalla droga. Anche parole come “Let me be your heroin”, non provocano né declamano, ma sono la constatazione dello stato delle relazioni umane. Piccoli episodi di alienazione e di disillusione, di dipendenze quotidiane ed affettive mai superate: non si pensi ad un’opera o ad un concept album, piuttosto ad una raccolta di racconti o di istantanee. Aimee mantiene tutta la spontaneità e la dolce fugacità del pop, riuscendo a fare un insieme dei suoi tanti piccoli frammenti. Gli arrangiamenti sono basati sulla sua chitarra acustica, sul wurlitzer e sul chamberlin, con ricami elettronici isolati, che rimangono in aria, una sorta di space-noise cantautorale.
La particolarità di “Lost in space” sta proprio nello spazio in cui le canzoni si perdono, in quei piccoli eco che la Mann lascia tra un suono e l’altro, tra un verso e l’altro. Anche quando gli archi arrivano a riempire con passaggi e stacchi beatlesiani (“Invisible ink”), l’atmosfera rimane sempre sospesa.
Nulla è scontato nelle idee di Aimee, che è anche fondatrice della United Musicians e dell’indipendente Superego Records con l’ex Til Tuesday Michael Hausman.
Unico neo del disco rimane “Pavlov’s bell”, un’altra grande metafora, solo un po’ troppo chitarrosa, con un assolo che sbava e suona fuori luogo, come se qualcuno avesse soffiato troppo e avesse infranto l’effetto “bolla di sapone”.
“Lost in space” è comunque un disco fatto di squisitezze, come le note esotiche dell’omnichord in “The moth”, l’e-bow, i minimoog e i loops mescolati con grazia in “Today’s the day”. Non ci saranno le movenze dei Til Tuesday o di “Magnolia”, ma solo un orecchio ottuso potrebbe trovare tutto questo stucchevole.


Discografia:

Lost in space Superego, 2002
Bachelor No. 2 Superego, 1999
Magnolia Reprise Records, 1999
I´m With Stupid Geffen/Imago, 1995
Whatever Imago/BMG, 1993


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Track List:

  • HUMPTY DUMPTY|
  • HIGH ON SUNDAY 51|
  • LOST IN SPACE|
  • THIS IS HOW IT GOES|
  • GUYS LIKE ME|
  • PAVLOV’S BELL|
  • REAL BAD NEWS|
  • INVISIBLE INK|
  • TODAY’S THE DAY|
  • THE MOTH|
  • IT’S NOT

Mk Records http://www.protosound.net Pyxel.it Marte Live A Buzz Supreme