A.a.v.v. - Battisti in jazz

A.a.v.v.

Battisti in jazz

2004 - SCONFINI / ELLEU

17/12/2004  |  di Simone Broglia

Una volta, durante una conferenza su De Andrè, Fernanda Pivano disse che la tradizione musicale italiana è un lungo filo rosso che parte dai primordi passando per Monteverdi, che diede più rilievo alle arie cantate, attraverso il melodramma, con i suoi natali popolari e così tipicamente peninsulari. In molti hanno anche scritto dei rapporti fra la tradizione italiana del melodramma e il jazz: esempio lampante e ottimamente riuscito è il testo in due volumi di Adriano Mazzoletti intitolato “Il jazz in Italia”.
Non dovrebbe dunque sorprendere che alcuni jazzmen italiani di fama mondiale decidano di rendere omaggio a Lucio Battisti interpretando i suoi brani. Giorgio Gaslini, nell’introduzione al disco, traccia una breve genealogia di questa simpatia dell’improvvisazione jazz verso le tessiture armoniche della canzone melodica italiana a partire dagli anni ’50.
Per quanto riguarda le canzoni di Battisti, l’avvicinamento è stato progressivo, a partire dagli anni novanta, ma partì proprio dalla consueta lungimiranza del maestro milanese della “musica totale” che nel ’72 inserì, all’interno del suo Lp “Una cosa nuova”, “Mi ritorni in mente”, pezzo che ora chiude la rassegna.
Il disco racchiude e ripercorre in maniere molto differenti tutti i più grandi successi di Lucio Battisti, si passa da pezzi come “E penso a te”, eseguito senza voce, guidato solo dalle linee melodiche cool della tromba di Enrico Rava, a canzoni come “Pensieri e parole” dove emerge su tutto la voce di Mia Martini.
L’ottima riuscita strumentale dei brani non è nemmeno da mettere in discussione. La cosa importante è non prendere il disco né come un tributo, né come un album jazz, ma come una raccolta di esperienze di avvicinamento. Si rischierebbe altrimenti, ed in entrambi i casi, di rimanere con l’amaro in bocca.
Non viene riproposta una ripetizione ossequiosa dei brani di Battisti, ma emerge la volontà di comunicarli in modo proprio, nel modo in cui sono stati colti.
Esempio lampante potrebbe essere la versione di Paolo Fresu e Sergio Cossu, rispettivamente tromba harmonizer e waldorf microwave, de “Le cose che pensano”.
All’interno della raccolta vi sono anche due inediti, il primo è “29 Settembre” giocato sul dialogo di due pianoforti, quello di Enrico Pieranunzi e dell’immancabile Mark Johnson. L’altro inedito è “Umanamente uomo: il sogno” eseguito stupendamente al pianoforte da Rita Marcotulli. Il libretto del disco è composto dai commenti dei jazzisti che hanno partecipato al disco e si chiude con le parole di Vincent Messina ideatore del progetto.
Leggendo si riscontra la grande stima dei musicisti nei confronti di Battisti e il forte legame che sentono con la tradizione vocale italiana, esempio è anche l’album di Bollani dedicato a Carosone, non più vista come la parte “leggera” su cui divertirsi un po’, ma come una parte integrante con la quale dialogare.


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Track List:

  • NON E’ FRANCESCA|
  • E PENSO A TE|
  • DON GIOVANNI|
  • PENSIERI E PAROLE|
  • LE COSE CHE PENSANO|
  • AMARSI UN PO’|
  • I GIARDINI DI MARZO|
  • UN’AVVENTURA|
  • EMOZIONI|
  • 29 SETTEMBRE|
  • UMANAMENTE UOMO: IL SOGNO|
  • MI RITORNI IN MENTE