Garth Hudson Presents A Canadian Celebration of The Band<small></small>
Americana − Country

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Garth Hudson Presents A Canadian Celebration of The Band

2010 - Curve Music
03/04/2011 - di
La breve ma intensa stagione della Band, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, non smette di illuminare il cielo del rock, immortale fonte di ispirazione per decine di gruppi. Una musica che suonava stranamente demodé quando uscì Music from big pink, il loro primo disco dopo l´eccezionale training con Bob Dylan, racchiuso nelle Basement tapes. Era il luglio 1968 e in quei solchi mancava qualsiasi riferimento ai gusti dell´epoca, segnata dal trionfo della British Invasion: solo folk, gospel, r&b e rock´n´roll. Un affresco intriso di storia, mitologia e panorami made in Usa che ha poi dimostrato una vitalità sorprendente, dipinto in maniera incredibilmente realistica da quattro musicisti canadesi e un solo yankee, l´inossidabile Levon Helm.  Chi non segue le mode non passa di moda: e a dimostrarlo, pur con alti e bassi, c´è anche questo A canadian celebration of The Band, disco-tributo il cui mentore è il settantatreenne Garth Hudson.

Sostenuti dal suono colto ed entusiasmante del suo organo, un folto gruppo di artisti canadesi di diverse generazioni si diverte a pescare nel songbook della Band, puntando meritoriamente su pezzi meno noti, senza crogiolarsi nell´ennesima versione di Up on Cripple Creek o The night they drove ol´ Dixie down.  Il risultato è una godibile cavalcata dentro un pezzo di storia della musica che riesce ancora ad affascinare, nonostante l´affollato parterre di interpreti non sia sempre all´altezza. Sul gradino più alto del podio sale certamente Mary Margaret O´Hara, il cui straordinario pathos vocale è inversamente proporzionale alla capacità di riproporlo in modo efficace in studio. Qui però l´operazione riesce, e la sua Out of the blue (da The last waltz, 1978) tocca vette eccelse, spinta oltre ogni limite dalla sua voce struggente e “malata”, tra ricami di puro stampo jazzistico. Altrettanto convincente Raine Maida, ex vocalist degli Our Lady Peace, che toglie la polvere a The moon struck one (da Cahoots, 1971) per un´interpretazione toccante e romantica, che apre praterie sconfinate sul ritmo ipnotico delle tastiere di Hudson. 

Un gradino più sotto si piazzano i veterani:  i Cowboy Junkies propongono la dylaniana Clothes line saga (da The basement tapes, 1975), sussurrata con il giusto understatement, mentre Neil Young sembra ringiovanire per incanto in This wheel´s on fire (da Music from big pink, 1968), intrisa del consueto convulso delirio sonoro. A sostenerlo c´è una giovane band  di Toronto, i Sadies, protagonisti dell´intera operazione: il quartetto suona anche su Out of the blue e si mette in proprio per una spigliata e divertente versione di The shape I´m in (da Stage fright, 1970). L´originale univa un incessante ritmo blues con avvolgenti tastiere psichedeliche, mentre la cover vira con decisione verso il country-rock, solcata da avvincenti scorribande chitarristiche.

 Finalone affidato alla coppia Ian Thornley/Bruce Cockburn, gia ascoltato con Sleeping (da Stage fright): Chest fever, ancora da Music from big pink, guidata da un riff maestoso, mescola il clima hard rock con  le fughe tastieristiche, da musicista classico, di Garth Hudson. E il resto della compagnia? Sufficienza piena e qualcosa di più per Acadian driftwood (Peter Katz and The Curious), che inizia a cappella e poi si disperde in troppe direzioni, Yazoo street scandal (The Road Hammers) e Move to Japan (The Trews), introdotta da una presentazione parlata a mille all´ora, a metà tra un rap e James Brown. In totale 10 pezzi buoni o molti buoni su 18: per tutti gli altri si consiglia un ripasso degli originali.     

Track List

  • The forbidden fruit-Danny Brooks & The Rockin´ Revelators
  • Out of the blue-Mary Margareth O´Hara & The Sadies
  • Acadian driftwood-Peter Katz & The Curious
  • This wheel´s on fire-Neil Young & The Sadies
  • Ain´t got no home-Suzie McNeil
  • Clothes line saga-Cowboy Junkies
  • You ain´t goin´ nowhere-Kevin Hearn & Thin Buckle
  • Sleeping-Bruce Cockburn & Blue Rodeo
  • Yazoo street scandal-The Road Hammers
  • The moon struck one-Raine Maida
  • The shape I´m in-The Sadies
  • Tears of rage-Chantal Kreviazuk
  • I loved you too much-Hawksley Workman
  • Knockin´ lost John-Great Big Sea
  • King harvest-Blue Rodeo
  • Move to Japan-The Trews
  • Genetic method (anew)-Garth Hudson
  • Chest fever-Ian Thornley & Bruce Cockburn