For You a tribute to Bruce Springsteen 2
Americana − Roots

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For You a tribute to Bruce Springsteen 2

2010 - Route 61 music
08/11/2010 - di Claudio Giuliani

Track List

  • CD 1
  • It´s hard to be a saint in the city RICCARDO MAFFONI
  • Johnny bye bye BRANDO
  • Iceman MASSIMILIANO LAROCCA
  • The ghost of Tom Joad MODENA CITY RAMBLERS
  • Eyes on the prize TENCA/SEVERINI/BASILE
  • Be true LORENZO BERTOCCHINI & ELIZABETH REED
  • State trooper (instrumental) PJ FARAGLIA
  • Racing in the street ANDREA PARODI & JT VAN ZANDT
  • Adam raised a Cain RUSTIES
  • Matamoros banks LUIGI MARIANO
  • Radio nowhere DANIELE GROFF
  • Land of hope and dreams MARDI GRAS
  • CD2
  • Cadillac ranch (instrumental) PJ FARAGLIA
  • Sherry Darling LORENZO BERTOCCHINI
  • The train song SRL FREEWAYS
  • Guilty (The judge song) DUST´N´BONES
  • Factory DANIELE TENCA
  • Jesus was an only son JOE SLOMP
  • Soul driver LOWLANDS
  • Better days WILD JUNKERS
  • Nothing man SERGIO MARAZZI & OIL
  • Youngstown CHEAP WINE
  • Growin´ up ANTONIO ZIRILLI
  • Shut out the light MIAMI & THE GROOVERS
  • Tomorrow never knows FRANCESCO LUCARELLI
Gli springsteeniani doc, quelli duri e puri, quelli settari e maniacali, non hanno certo bisogno di leggere questa modesta recensione; loro questo doppio cd l’avranno già acquistato incondizionatamente e goduto prima ancora che fosse uscito. Dico ciò con affettuosa simpatia, non certo con ironia: alcuni dei miei più cari amici appartengono alla congregazione dei Boss-dipendenti e puntualmente mi anticipano su ogni futura uscita o nuova cover che riguarda il loro beniamino. Per tutti gli altri che come il sottoscritto non aderiscono espressamente alla consorteria (ma che posseggono comunque la discografia completa e un discreto pacco di bootleg live) resta una sana curiosità e la voglia di indagare per scoprire le pieghe o le increspature di un disco prima di acquistarlo. Premesso ciò diciamo subito che questa raccolta è molto interessante e ben assemblata, certo manca qualcuno, qualcun altro appare deboluccio, ma nel complesso il giudizio è positivo e non scarseggiano irruzioni luminose e crepitanti. Alcuni anni fa ci fu un primo analogo capitolo, ma questo secondo progetto è indubbiamente più attraente, probabilmente più genuino e veritiero: in tutti i musicisti presenti brucia la fiamma della passione e dell’innamoramento per il rock’n’roll, esseri tormentati insistentemente da quel rock che si nutre di radici, che mastica folk proletario e che (nella propria espressività) scaglia le mille sfaccettature della normale vita quotidiana. E’ tutta gente che bene o male possiamo includere in una scena rock contraddistinta da quel sound denominato ´Americana´; in cabina di regia c’è Ermanno Labianca, uno che il Boss lo mastica dal mattino quando si stropiccia gli occhi prima ancora di alzarsi fino a quando spegne la lampadina sul comodino a notte inoltrata. Le 25 canzoni le conosciamo tutte, inutile quindi soffermarvisi sopra, in questa sede ci limiteremo a commentare sinteticamente le cover più significanti senza nulla togliere a quelle che rimarranno fuori. Una delle sorprese più seducenti è rappresentata dai Modena City Ramblers con una notevole ed intensa ´Ghost Of Tom Joad´, una bella versione dagli umori folkye ancestrali, suggestiva e interiormente ardente; segue poi il rock’n’roll acido di Brando in ´Johnny Bye Bye´. L’amico Maximiliano Larocca ci dà una spartana quanto efficace ´Iceman´ dai contrappunti pianistici; Andrea Parodi e JT Van Zandt eseguono ´Dancing In The Street´ con alcune frasi in italiano mentre i bergamaschi Rusties ci somministrano acidità oscillanti con ´Adam Raised A Cain´. In punta di dita la traduzione in lingua della serafica ´Matamoros Banks´ a cura di Luigi Mariano e una nota d’attenzione anche per ´The Train Song´, oscura e remota track inedita che il Boss suonava con gli Steel Mill nel 1970 qui proposta in chiave roots-folk da un ensemble denominato SRL Freeways con tanto di banjo+violino (Stefano Tavernese) e pianoforte (Joe Slomp). Tra le gemme belle c’è Joe Slomp [chi c’è dietro a questo pseudonimo?] che torna con Tavernese nella sofferta e perlacea ´Jesus Was An Only Son´. Vigorosi toni marcatamente bluesy per Daniele Tenca con una valida ´Factory´, poi Tenca con Marino Severini e Cesare Basile ci regalano una tagliente ´Eyes On Prize´; sempre bravi i Lowlands di Edward Abbiati con i magnetismi onirici di ´Soul Drivers´ e Chris Cacavas all’hammond. Positivamente convincenti i Cheap Wine con una ´Youngstown´ dal furbo chitarrismo adrenalinico. Parole buone anche per i Wild Junkers con la semprebella ´Better Days´; per i Mardi Gras con ´Land Of Hope & Dreams, per Antonio Birilli con l’intimista ´Grownin’ Up´; per i riminesi Miami & Groovers con una ´Shout Out Light´ con bei ricami di violino; per il varesino Lorenzo Bertocchini in ´Sherry Darling´ e una pastorale ´Be True´; Daniele Groff con ´Radio Nowhere´ e per Sergio Marazzi & Oil per la profondità di ´Nothing Man´.