Aa Vv - A Nod to Bob 2 Tribute to Bob Dylan

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A Nod to Bob 2 Tribute to Bob Dylan

2011 - Red House Records / IRD

Americana Songwriting

31/05/2011  |  di Gianni Zuretti

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Fiumi d’inchiostro, milioni di pagine, tesi di laurea, chilometri di pellicola, discussioni infinite sono stati spesi per decenni nel tentativo di contornare il profilo musicale, umano dell’artista Dylan, forse mai nessuno ha avvicinato l’essenza del più importante ed influente artista nell’ambito della popular music, tutti si sono inconsciamente tenuti a distanza di sicurezza per non incorrere nel “vilipendio alla religione”; molti lo hanno esaltato, altri vituperato, Bob Dylan o lo ami o lo detesti ma una cosa è certa: le sue oltre 500 canzoni, scritte in cinquant’anni di carriera, hanno tracciato un solco nel quale due generazioni di musicisti hanno saldamente piantato le barbatelle della propria arte. Sfumata l’eccitazione per le celebrazioni per il suo settantesimo compleanno andiamo, ancora una volta, alla prova provata della grandezza di mastro Bob, vale a dire quanto immense siano le sue canzoni, infatti, è proprio dall’ascolto delle stesse interpretate da altri che comprendiamo perché, al di la del tifo, Dylan sia stato in ogni decennio il riferimento per chi si è avvicinato alla musica americana.  

Per un disco tributo al “sommo” solamente la Red House del compianto Bob Feldman può oggi riuscire a mettere in campo un lotto di cantautori di tale qualità e lo fa per la seconda volta. dopo il fortunato e long seller A Nod to Bob (2001), uscito per il sessantesimo compleanno, ecco dopo dieci anni A Nod to Bob 2.  Blocco che vince non si cambia e, a parte il co-patronne Greg Brown che lascia il posto alla deliziosa figlia Pieta,  ben otto artisti riconfermano la loro presenza; diciamo subito che questo secondo volume è strepitoso, direi addirittura meglio del primo, dal quale oltre a mutuare la compendiosa scelta delle canzoni che abbraccia sapientemente tutta la carriera di Dylan (compresi alcuni traditional da lui incisi nel tempo), si conferma la qualità sonora da brivido tipica delle incisioni dell’etichetta e la bellezza delle interpretazioni che mai si appiattiscono sull’originale ma vengono “interpretate” con personalità.  

Le donne escono forse vincenti grazie alle performance straordinarie di Lucy Kaplansky in Every Grain of Sand, Pieta Brown in Dirt Road Blues, Meg Hutchinson (interessante giovane molto vicina alla vocalità di Natalie Merchant che farà parlare di sé) per la pianistica e lirica Born in Time, ma sopra tutte per quella che si può sicuramente annoverare tra le migliori cantautrici del momento, Eliza Gilkyson che ci consegna un’interpretazione strepitosa live in Austin di Jokerman (una canzone a suo tempo considerata forse leggerina ma che affronta il peso degli anni in sicuro crescendo).

Tra gli uomini passiamo dall’eccellenza dei bluesman a cominciare da Guy Davis che re-interpreta il traditional sputtanatissimo The House of the Rising Sun (Dylan la incise nel primo album in studio nel ’62) con eleganza e profondità tali da farla apparire come una canzone poco ascoltata, alla consueta perizia sia vocale che chitarra/armonica del canadese Ray Bonneville  nell’ottima It Takes a Lot to Laugh, It Takes a Train to Cry (da Highway 61 per chi ha memoria corta), al gioiellino di lusso Mama, Let Me Lay it on You interpretata magistralmente dai redivivi Hot Tuna. Tra i cantautori come non citare la sicurezza John Gorka che dona a Just Like a Woman ogni melodica nuance disponibile dalla sua voce, l’ottimo Danny Schmidt dotato anche egli di bella voce e un picking chitarristico sontuoso, e da ultimo citiamo Jimmy LaFave uno dei nostri favoriti quando si tratta di coverizzare Bob che interpreta la recente e bellisima Not Dark Yet.

Insomma un disco imperdibile per tutti i fan di Dylan, per chi ha apprezzato il volume uno, ma anche un buon lasciapassare per chi, in giovane età, snobba il menestrello di Duluth e non vuole “compromettersi” subito con l’originale correndo il rischio di farsi beccare in “flagranza di reato” dal genitore e dover poi ammettere la propria debolezza.

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Track List:

  • What Good am I? (The Pines)
  • Just Like a Woman (Gorka, John)
  • Mama, Let Me Lay It on You (Baby, Let me Follow You Down) (Hot Tuna)
  • Every Grain of Sand (Kaplansky, )
  • Lay Down Your Weary Tune (Storyhill)
  • The Days of ‘49 (Koerner, Spider John )
  • Dirt Road Blues (Brown, Pieta )
  • Buckets of Rain (Schmidt, Danny )
  • House of the Rising Sun (Davis, Guy )
  • Jokerman (Gilkyson, Eliza )
  • Just Like Tom Thumb’s Blues (Eberhardt, Cliff )
  • It Takes a lot to Laugh, It Takes a Train to Cry (Bonneville, Ray )
  • Born in Time (Hutchinson, Meg )
  • Not Dark Yet (LaFave, Jimmy )
  • Mozambique (Ostroushko, Peter )
  • Walkin’ Down the Line (Williams, Robin & Linda )

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