33 Ore - Ultimi errori del Novecento

33 Ore

Ultimi errori del Novecento

2011 - Garrincha

Emergenti Songwriting Blues, pop-rock

18/02/2012  |  di Annalisa Pruiti Ciarello

Bastano 33 minuti per godersi uno spettacolo blues: Ultimi errori del Novecento, è il nuovo lavoro di Marcello Petruzzi, in arte 33 Ore, che torna a distanza di due anni dal fortunato esordio, con l'album Quando vieni.
Abbandona i ritmi del precedente progetto, ma non rinnega le melodie a lui care, che questa volta sono ricercate meticolosamente, e magistralmente attinte dal panorama musicale d'oltreoceano, con citazioni country e funky.
Il sound è aristocratico e nello stesso tempo crudo, a metà strada tra Nick Cave e Leonard Cohen, passando per Tom Waits.

In Ultimi errori del Novecento c'è il blues d'America che si fonde alla tradizione cantautorale made in Italy per quanto riguarda la metrica dei testi; i contenuti invece sono scarni ed essenziali. Le ossessioni dello scorso secolo sono ridotte ai minimi termini; 33 Ore lascia ai grandi autori la possibilità di “sparlare” del sociale, lui non lo fa. Si limita ad osservare la società da lontano, e a cristallizzare in bolle di vetro le follie dell'uomo moderno. L'era della noia nella quale si insidia il Dandy medio, narrata in Dormire di giorno, e nella rabbiosa Heyho!.

C'è un briciolo di cinismo e tante, forse troppe consapevolezze; c'è il silenzio tramutato in splendido rumore.
33 Ore è l'autore di se stesso, scrive, canta e suona, e lo fa in maniera del tutto nuova in Italia, come un visionario pittore, si serve delle note per dipingere sfondi surreali, e di didascalie per dar vita a figure fantastiche.

Omaggia il regista romano morto suicida lo scorso anno, Mario Monicelli nel brano che sa di pellicole western, Il vecchio Mario. Le belle donne è liberamente ispirata alle lettere del carcere di Adriano Sofri. Spensieratezza e largo spazio alle parole in Non esco più; Marcello abbandona i toni grevi per lasciar spazio ad ampie schiarite: toni pacati e leggerezza per l'Aquilone.
Sembra di udire i White Stripes in Lampo che scoppia, caratterizzato da suoni schizzofrenici e altalenanti. L'album si conclude con Primo polline, tra istantanee con l'unico intento di evocare ricordi.

Nel blu dipinto di Blues vola la “poesia” di 33 Ore, ha un identità adesso e con Ultimi errori del Novecento l'ha dimostrato, riuscendo a trasformare il silenzio in melodia anche se per soli 33 minuti.

 


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Track List:

  • DORMIRE DI GIORNO
  • HEYHO!
  • IL PIł BELLO DEI MONDI POSSIBILI
  • IL VECCHIO MARIO
  • NON ESCO PIł
  • AQUILONE
  • LE BELLE DONNE
  • DIVERSO
  • LAMPO CHE SCOPPIA
  • RE DI PIUME
  • PRIMO POLLINE

33 Ore



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