18/08/2005 | di Christian Verzeletti
Ho visto i 24 Grana suonare un paio di volte in un centro sociale e questo per alcuni è già un elemento discriminante. Eppure loro non sono solo un gruppo da centro sociale, anzi, sono capaci di fare di questo un elemento aggiuntivo alla loro musica.
Basta prendere questa ristampa di “Metaversus” per cogliere alcune delle caratteristiche fondamentali del progetto di questi “ragazzi” napoletani.
Ancora prima di dedicarsi al suo contenuto, bisogna notare che il disco viene ripubblicato da La Canzonetta secondo la logica indipendente che ha sempre animato la band: scaduto il contratto con la CGD, invece di far uscire un live o un greatest hits come la logica discografica vorrebbe dopo dieci anni di carriera, i 24 Grana si sono presi la briga di ristampare un album che è ormai difficilmente reperibile. Vi hanno aggiunto un dvd con interviste in cui parlano anche del loro rapporto con la casa discografica, pezzi dal vivo e rarità, con riprese più amatoriali che ufficiali, e video, alcuni dei quali punti di riferimento non solo per la band partenopea.
Il disco si pone così ancora con più decisione come un tassello nel cammino sotterraneo e controcorrente dei 24 Grana: se al tempo della sua uscita (1999) era stato una bella scossa in un territorio rimasto purtroppo limitato all’underground, ora col senno di poi se ne possono cogliere tutti i semi a partire da quel lavoro sul pop e sulla canzone che avrebbe poi portato a due dischi come “K-album” e “Underpop”.
Partiti da un suono dubboso, provocato dai Clash di “Sandinista”, i 24 Grana hanno continuato a cercare e ad aggiungere senza scadere nella patchanka o in una contaminazione fine a sé stessa: si può ora dire che “Metaversus” ha fatto da snodo al loro percorso convogliando reggae, ska ed elettronica con direzioni pop-rock che sarebbero poi state brillantemente seguite.
I 24 Grana sono riusciti così ad emanciparsi da sé stessi, liberandosi da futili categorie, come quella del gruppo da centro sociale, e diventando testimoni di una Napoli e di un meridione che non si è fermato ai 99 Posse e Almamegretta.
Basta sentire come “Rappresento” suoni più sensata di tanti crossover e patchanke oppure come “Nun me movo mai” diriga gli Almamegretta che furono verso una linea rock altrettanto densa.
Le cose migliori vengono dal corpo centrale dell’album con una manciata di pezzi che fanno muovere e pensare senza proclami: emblematica è “La pena” con un testo rivolto a “chi zompa pe zumpà”.
I 24 Grana cominciano qua a rendere più evidenti le loro canzoni e sembra di vederlo Francesco Di Bella, oggi una delle voci più accreditate dai colleghi, muoversi libero tra le cariche di “Rappresento”, “Vesto sempre uguale” e “Resto acciso”. Anche una canzoncina gioiosamente pop come “Stai-mai-ccà” diventa un pezzo cosciente e contagioso.
“Metaversus” è una special edition pienamente giustificata.
Track List: