21/03/2011 | di Alfonso Fanizza
Nonostante passino gli anni, i 24 Grana rimangono sempre uno dei punti fermi della scena musicale partenopea. Dopo quindici anni di carriera e sei dischi all’attivo, la band napoletana, pur con la dipartita del bassista Armando Cotugno, dimostra, ancora una volta, il suo ottimo stato di forma, a cui ci aveva abituato negli anni, sfoderando nuove emozioni che ci accompagnano in questo intrigante viaggio musicale ritrovandoci così, come per incanto, tutti sulla stessa barca. Registrato in presa diretta negli Electrical Audio Studios di Chicago dal 'guru' Steve Albini (ingegnere del suono che non ha bisogno di alcuna presentazioni), il nuovo album dei 24 Grana contiene tutto il sapore analogico dei live.
Crudo, entusiasmante e diretto, l’album vuole essere una presa di coscienza sullo stato di crisi attuale, un sorprendente excursus situazionale visto attraverso i personaggi, le storie e gli stati d’animo che animano le canzoni. Non ci sono parole per descrivere lo straordinario lavoro profuso nel tempo dai 24 Grana, una band sopra le righe sempre alla ricerca di nuove sensazioni da riprodurre in musica e da elargire al proprio pubblico. Atteggiamento intrinseco che ritroviamo sistematicamente anche nei solchi di questo lavoro, dove la magia delle parole, mai scontate e banali, divise tra dialetto napoletano e cantato in italiano (Germogli d’inverno, Cenere, e Oggi rimani laggiù), valorizzano maggiormente la base sonora dai tratti rigorosamente mediterranei e contaminata con ritmi pop, rock, folk, dub, new-wave e post-punk.
Un disco dalle due facciate. Una rude e prorompente avallata dai brani: Salvatore, su un tipico bullo-spaccone, Cenere, storia di vita quotidiana, Ombre, sulle mancate occasioni, C’hai pruvat’ Robe’, sulle delusioni amorose e la voglia di fuggire, e Malevera, summa “poetica” di Di Bella, amaro racconto sulla sopraffazione dietro le sbarre. L’altra facciata, più intima e trasognante, ci proietta attraverso viaggi nel deserto in Turnamm a casa, l’inaspettato in Germogli d’inverno e la speranza e la serenità nell’intraprendere percorsi difficili nella ballata, Oggi rimani laggiù. Un album eccezionale e gradevole che ti fa venire voglia di andarli a vedere in concerto.
Track List: