24 Grana - Ghostwriters

24 Grana

Ghostwriters

2008 - Sintesi 3000/La Canzonetta

11/02/2008  |  di Massimo Sannella

“La notte a da passà, e se tiene fede ‘o sole te verrà a cercà”. Antonio De Curtis, Totò.
Sinceramente si sentiva la mancanza di quel sangh ‘e napule stordito e a bracaloni, e il silenzio di quattro anni al quale molti hanno fatto fatica ad abituarsi finalmente si è frantumato ed ora eccoli di nuovo qui! Francesco Di Bella, Armando Cotugno, Renato Minale e Giuseppe Fontanella, al secolo 24 Grana, tornano con il loro quinto lavoro in studio “Ghostwriters” e dieci anni sulle spalle di sold out in ogni dove consacrati interamente alle modulazioni live del loro “tribalismo e sentimiento”, facendone una delle band più richieste ed acclamate di tutta la penisola underground.
Il nuovo lavoro discografico dei 24 Grana si guarda intorno con nuovi occhi; con rinnovata tattilità fruga, spanna e in un certo modo cammina attraverso l’amaro in bocca del quotidiano, delle convivenze coatte che sbiecano dentro e fuori lo spirituale, di una voglia di andare a smascherare per conoscere chi c’è dietro alle molteplici regìe che dirigono, sceneggiano e azionano a comando l’ora per ora che scandisce giornate qualsiasi; di vaghe speranze, amori, riscosse e rabbie ingoiate da quel “tutto sa da fà, ma niente a da cagnà”.
Un album che momentaneamente mette al chiodo il giro elettrico, accantona gli ondulamenti di quella ricerca della sintesi tra tradizione, hip-hop, spirito punk, sperimentazioni elettroniche e profondità dub che “dall’alba” di “Loop” e “Metaversus” ci avevano “svezzato” al loro mondo, per abbracciare ora un forma più morbida, cantautoralmente agra, dove tutta la partenopeità pop disillusa e melodrammatica viene in superficie automaticamente, quasi un proseguo di “Underpop” del 2003, ma molto più riflessivo. Nove tracce delicate in napoletano, due in italiano realizzate con la produzione artistica di Daniele Sinigallia, speziate da ospiti amici illustri che ne condividono il percorso.
Amici come Max Gagliardi (figlio dell’indimenticabile Peppino) che ha suonato il piano e scritto le partiture d’archi; Riccardo Sinigallia in “Avere una vita davanti”, emblematica e dubbiosa ballad cantata magnificamente in duetto; Marina Rei nella bellissima “Smania ‘e cagnà” sensuale e ammaliante passo-double con struggenze d’archi e raffinato sangue caldo; Filippo Gatti su “Le verità” in cui tutta l’espressività timbrica di Di Bella si manifesta nella sua profondità e tenerezza e infine Claudio Martinez che ha vitalizzato l’armonica nella piccola perla di “Accireme”, dolcissimo fendente easy di luce tiepida che taglia il cielo dell’album come dopo una giornata uggiosa.
Davvero un gran ritorno sulla scena questo dei 24 Grana, una sempre più perfezionata lezione di stile, una svolta di suono che non fa rimpiangere ma crescere, che non si innalza ma lievita in una rara ma effettiva seconda maturazione che viene dal profondo della Napoli metropoli dei panni stesi e dei vicoli di vita arrangiata.
E poco importa se nella loro decennale carriera sono stati sempre ignorati e snobbati da radio e tv, è solo effimero, loro hanno la grande rete calorica di un “altro” immenso parterre di pubblico, che li ama, li segue e li aspetta, e che in questo bel “Ghostwriters” ha un motivo in più per specchiarsi l’anima.


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Track List:

  • Luntano|
  • L’alba|
  • Avere una vita davanti|
  • Carcere|
  • Accireme|
  • Smania ‘e cagnà|
  • Lacreme|
  • Le verità|
  • Sbaglio ‘e parole

24 Grana



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