22-20s - 22-20s

22-20s

22-20s

2004 - Heavenly Recording / EMI

24/01/2005  |  di Luca Meneghel

È stata la quantomeno discutibile etichetta di “rock-blues” appiccicata sul gruppo da alcuni critici a spingermi verso i 22-20s: si parlava di novità rispetto agli altri compagni di viaggio nella nuova ondata rock, si parlava di un gruppo che ha saputo riprendere i dettami della musica del diavolo infarcendoli di rock ‘n’ roll.
Bene, non è così: la cosa più blues contenuta nell’esordio dei 22-20s è il titolo dell’opening track, “Devil in Me”, che può sembrare una descrizione dell’essenza dei più grande bluesmen, per intenderci alla Robert Johnson.
Sta di fatto, etichette a parte, che la carriera del trio guidato dal cantante e chitarrista Martin Trimble (molto valido) è tutta in discesa, con il NME che si dichiara innamorato di loro, con la pubblicità della Golf, con l’apertura del concerto newyorkese di Kings Of Leon e Jet: questa volta, dietro al solito gruppo di ragazzini in Converse e Stratocaster, c’è di più, e le lodi, seppur spropositate, sono senza dubbio condivisibili.
Chiarito l’equivoco blues quello che rimane è il vecchio amico Rock & Roll, suonato bene e senza mezzi termini in “Devil in Me”, “Such a Fool” (prossimo singolo del gruppo) e “Shoot Your Gun”, i pezzi più diretti ed orecchiabili: i 22-20s ricordano Kings Of Leon e Killers, meno monocordi dei primi e meno incazzati dei secondi, forti di un sound compatto, fresco, ben suonato da tutti i componenti della band.
Davvero notevoli sono “Friends”, un grande momento acustico la cui bellezza sta tutta nella semplicità estrema della melodia e della registrazione (sembra un demo), e “The Things That Lover Do”, più psichedelica e tendente alle sonorità rilanciate alla grande da gruppi come i canadesi Broken Social Scene: la verità è però che i pezzi dei 22-20s andrebbero citati tutti (come dimenticare “I’m the One”, il classico pezzo che non se ne va più dalla testa dopo il primo ascolto?) e la bellezza del loro esordio sta proprio nella mancanza di riempitivi, una qualità sempre più rara nei nuovi gruppi che calcano le scene musicali internazionali.
Un gruppo fresco, questa è la buona notizia, con un esordio fresco e molto piacevole: la speranza è che non si perdano per strada come è accaduto recentemente ai Libertines, una delle migliori promesse del rock inglese, ma sappiano maturare il proprio sound e diventare qualcosa di più del fenomeno passeggero del momento.


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Track List:

  • DEVIL IN ME|
  • SUCH A FOOL|
  • BABY BRINGS BAD NEWS|
  • 22 DAYS|
  • FRIENDS|
  • WHY DON’T YOU DO IT FOR ME?|
  • SHOOT YOUR GUN|
  • THE THINGS THAT LOVERS DO|
  • I’M THE ONE|
  • HOLD ON

22-20s