Kepsah - Stack

Kepsah

Stack

2011 - Autoprodotto

Emergenti Alternative

26/04/2011  |  di Davide Maestri

Lo Zibaldone è un´opera di Leopardi che racchiude una mistura di pensieri e prende il nome da una vivanda toscana variegata di ingredienti.
Un calderone sonoro che ben rappresenta l'ultima opera dei Kepsah,che essi definiscono "Art rock" ma che è più declinabile in un crossover,proprio per la commistione tra generi. Grigio come il carbonio e duro come l'ardesia così appare Stack,ardito e con forti reminiscenze metal. I Kepsah nascono nel marzo del 2008 da una precedente idea dei due fondatori e a loro si aggiungono altri due componenti dopo alcune vicissitudini che ne avevano
segnato i primi periodi.Nove mesi dopo registrano il primo album Ivré che risulta acerbo e troppo scontato. Il tempo permette alla band di migliorare la propria qualità producendo così Stack.

Quest'ultimo lavoro registrato nel 2010 ricorda lievemente i Rage Against the Machine, a volte i CCCP fino a toccare in certe sonorità gli Audioslave.
Stack non è ancora un album completo ma sembra segnare la linea di partenza di questa band. La storia di un giovane condannato a morte che viene sottoposto alle più terribili torture apre l'album e viene riportato nel layout del disco. L'estetica del prodotto spinge l'osservatore attento a capire che c'è molto di moderno sia nella veste di presentazione,in formato Dvd,sia nei fumetti che accompagnano i testi all'interno. I testi sono molto ispirati al crepuscolarismo e al decadentismo. Mind Check e Monossido sono le espressioni migliori di questa sofferenza insieme alla sociologica Videocrazia e la ritmata seguente T.N.B.

"Il mio cuore è una rossa,macchia di sangue dove,io bagno senza possa,la penna, a dolci prove,eternamente mossa,e la penna si muove,e la carta s'arrossa,sempre a passioni nove,Giorno verrà lo so,che questo sangue ardente,a un tratto mancherà, che la mia penna avrà,uno schianto stridente,e allora morirò" queste le parole del Crepuscolare Sergio Corazzini che sembrano descrivere al meglio l'essenza di questo disco.

Un viaggio nei meandri della crudeltà dell'uomo,della società,della storia che partendo dalle sensazioni del patibolo giunge alla tragedia della guerra fino quella più sociale di una nazione assuefatta dagli stimoli televisivi.
Atmosfere che paiono simili a percorsi cognitivi kafkiani in cui è evidente la crescita dei Kepsah che realizzano un disco intenso e ardito, trampolino di lancio per il futuro.


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Track List:

  • Damiens
  • Mind Check atto primo
  • Mind Check atto secondo
  • Monossido
  • Oltre
  • Videocrazia
  • T.N.B.
  • Nuanda
  • Analogie
  • Katàbasis

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