Malta, un omicidio eccellente.

Malta, un omicidio eccellente.


22/10/2017 - News di Luigi Lusenti

Lunedì 16 ottobre, con una bomba posta sotto l'auto, veniva uccisa Daphne Caruana Galizia giornalista investigativa maltese. Mescalina ha intervistato Censu Caruana, pedagogo, esponente della società civile che, nel 2012, fu fra gli animatori della Carovana Antimafie Internazionale con tappa proprio a La Valletta.

 

L'uccisione di Daphne Caruana cosa significa per Malta?

E' difficile dirlo. Siamo tutti sotto shock. Tutti ci interroghiamo su questo tremendo omicidio. Abbiamo bisogno di capire non solo la dinamica dei fatti ma anche le conseguenze per Malta. E' presto per dire se sia un delitto “politico” o di criminalità comune organizzata. Daphne è sempre stata in prima fila nel denunciare sia la corruzione nel sistema ai più alti livelli sia il riciclaggio del denaro che avviene nella nostra isola. E non è detto che possa essere la somma di diverse motivazioni tutte concordanti nel voler chiudere la bocca ad una giornalista scomoda.

Malta è nota per essere una cosiddetta “lavatrice”, un luogo ove il denaro entra sporco ed esce pulito, immacolato. Certamente possiamo dire che l'omicidio è opera di professionisti.

E' avvenuto poco dopo la vittoria del partito laburista alle elezioni. Daphne Caruana era stata un'accusatrice dell'attuale leader laburista nonché primo ministro ma aveva rivolto i suoi strali anche contro l'esponente di punta del partito nazionalista all'opposizione.

I medi di realizzazione del brutale omicidio dicono probabilmente che l'esecutore, o gli esecutori, sono venuti da fuori ma che devono per forza avere basi interne all'isola. Questa affermazione ci porta ad un'altra osservazione: le nostre istituzioni sono estremamente deboli e la polizia poco preparata. Forse anche di più visto che le sue inchieste partivano dai “Panama Papiers”, con accuse alla moglie del premier e dai “Maltafiles” lo scandalo finanziario in cui sarebbero implicati noti personaggi pubblici italiani.

 

L'assassino di Daphne è ascrivibile più a fattori interni a Malta o a fattori esterni?

E' ancora difficile da stabilire. E' certo che abbiamo aperto il nostro sistema finanziario a tutti senza le dovute verifiche, senza i controlli sulla provenienza del denaro. E sappiamo che il denaro corrompe senza molta difficoltà. Abbiamo su questo chiuso un occhio permettendo che l'isola diventasse un luogo privilegiato nel mezzo del Mediterraneo per il riciclaggio. Con molti politici coinvolti nel meccanismo.

 

E' stata anche avanzata la possibilità che siano stati i “narcos” siciliani a voler morta Daphne Caruana.

Potrebbe essere. Il narcotraffico è un grosso problema per Malta. La settimana scorsa sono stati sequestrati 550 kg di cannabis. Da noi “lavorano”, assieme ai nostri criminali, i trafficanti italiani e quelli sloveni.

 

Malta una Panama del Mediterraneo?

Si, credo non sia esagerato affermarlo. Malta è l'unico paese che ha avuto un ministro attualmente in carica coinvolto nello scandalo dei conti panamensi. Il ministro non ha pensato alle dimissioni e nessuno del governo gliele ha chieste. E' rimasto lì. Pure il Capo di Gabinetto del Primo Ministro pare intestatario di conti nel Centro America. Pure lui è al suo posto inamovibile. Significa che dentro al Governo ci sono persone indagate.

 

Anche la moglie del premier Joseph Muscat è stata indicata come intestataria di uno di questi conti.

Si, Daphne ha dato un nome e un cognome al terzo conto segreto, quello di Michelle Muscat, la moglie del Capo del Governo. Michelle ha negato tutto e querelato la giornalista. Ora sono in corso indagini della magistratura. Per le denunce di Daphne Caruana il partito Laburista ha deciso di andare ad elezioni anticipate, elezioni che, nonostante queste accuse, ha vinto con un largo margine.

 

 

Cosa significa?

Significa qualcosa di importante. Malta si sta muovendo molto nel rendere attrattiva l'isola per l'arrivo di capitali stranieri, anche solo finanziari. Questa scelta di deregulation sulle regole ha aumentato la corruzione nelle alte sfere della politica. Ma pare che il paese non se ne curi molto, inebriato dall'economia che gira grazie anche a questi traffici al limite o oltre la legalità e alle forme di “sudditanza” del potere ai grandi capitali stranieri. Chiudiamo un occhio, dice la gente. Dopotutto arriva ricchezza, benessere, lavoro. Per quello che il primo impegno, il più importante della società civile è lavorare per estendere e rafforzare la cultura della legalità.

 

Non è il primo omicidio di questo tipo a Malta. Come lo vive un'isola di 360.000 abitanti?

Negli ultimi anni abbiamo avuto ben cinque uccisioni con bombe sotto la macchina. Nessun colpevole è mai stato identificato per questi delitti. La polizia li ha catalogati come omicidi fra gang rivali. Considerandoli come rese dei conti fra criminali li ha archiviati senza indagare a fondo.

Per noi società civile invece significa impotenza delle nostre istituzioni nei confronti del crimine organizzato.

L'omicidio di Daphne è però un omicidio “eccellente” perché non faceva parte di consorterie criminali ma faceva un lavoro prezioso e coraggioso. Io credo che non si uccida una persona perché può aver detto una menzogna o un insulto. Potrebbe significare che chi ha voluto chiudere la bocca alla giornalista reporter temesse altre rivelazioni.

 

E' pensabile che gli esecutori siano persone venute da fuori?

Possibile, ma certe azioni non possono essere realizzate senza basi interne.

 

Alcuni anni fa, la Carovana Antimafie Internazionale, organizzata dall'Arci, ha fatto tappa a Malta. A molti era sembrata un momento minore dell'impegno che la Carovana sta mettendo per rendere consapevoli i paesi europei del pericolo delle mafie.

Invece fu una scelta molto azzeccata. I fatti attuali purtroppo confermano quella scelta. Mai come ora una profonda cultura della legalità può dare un orizzonte diverso ai maltesi. Costruire una consapevolezza diversa nei confronti di corruzione e del crimine fra i cittadini sarà un aiuto anche per le istituzioni che sembrano incapaci di reagire.

 

Come organizzazioni della società civile avete in programma iniziative particolari?

Intanto di essere fortemente vicini alla famiglia di Daphne. Era anche una moglie e una madre. Ha lasciato un vuoto immenso nel marito e nei figli. Non dobbiamo mai dimenticare le vittime di questa brutale violenza. Per questo poco dopo l'attentato si sono tenute manifestazioni silenziose con le candele in mano. Non facciamo spegnere mai quelle candele.

Mai come oggi serve cultura della legalità. Serve rafforzare la società civile nei confronti della criminalità organizzata. É una lotta che di questo tempo è necessaria anche per le istituzioni che sembrano incapaci di reagire.

Ricevere solidarietà e sostegno dall'Italia, dall'Arci e da Libera che sono sempre stati per noi partner importantissimi, è essenziale.