La cantante italo-americana Francess, già corista di Zucchero, omaggia la musica dello Stivale con l’album “A bit of italiano”

La cantante italo-americana Francess, già corista di Zucchero, omaggia la musica dello Stivale con l’album “A bit of italiano”


12/10/2017 - News di QALT

«La traduzione è il mezzo che mi ha permesso di esplorare e proporre alcune delle grandi canzoni italiane in modo nuovo, dal mio punto di vista. Parola per parola verso per verso ho cercato, con la traduzione, di rispettare e rievocare il senso e l'intenzione dei brani originali».

 

Francess, nome d’arte dietro cui si cela Francesca English, è una cantante di origini italo-americane, nata a New York da padre giamaicano e madre italiana.

 

Già corista di Zucchero, Francess, classe ’89, dopo una serie di lavori inediti (citiamo l’album “Apnea” del 2015 e la stesura di 6 brani inediti per la colonna sonora del film “Beyond love” di Silvio Alfonso Nacucchi, nel 2014), arriva oggi a firmare un album di cover di brani italiani reinterpretati in inglese, “A bit of italiano”; fa capolino, fra le cover, anche un inedito, “Good fella”.

 

I brani reinterpretati, già stravolti nella lingua, vengono anche riarrangiati seguendo un sound più moderno rispetto a quello originale; lo stilema è quello pop/r ‘n’ b, easy listening da classifica con una strizzatina d’occhio all’elettronica mainstream.

 

Si parte con “Guarda che luna” di Buscaglione (scelta come singolo e presente anche in versione acustica all’interno dell’album) la quale passa il testimone a una cover ardua, “Vacanze romane”: dico “ardua” perché “Vacanze romane”, spogliata degli acuti a cui Antonella Ruggiero ha abituato il pubblico, risulta alquanto anonima. Si prosegue con “Attenti al lupo” fino ad arrivare alla classicissima “Il cielo in una stanza”. Ed ecco arrivare l’inedito, “Goog fella”: «Con questo brano volevo rappresentare il miscuglio culturale che esiste dentro di me con tutti i suoi contrasti. Il testo si è quindi sviluppato in modo che inglese e italiano coesistessero in una canzone sola raccontando la difficoltà nel trovare una lingua che soddisfi tutte le mie esigenze comunicative». Si torna alle cover con la stupenda “Quello che le donne non dicono” per arrivare a un episodio molto più moderno rispetto ai brani fino ad ora ascoltati: “Passione”, di Neffa, resa celebre dal film “Saturno contro”. Chiudono l’album la celeberrima “Vengo anch’io. No, tu no” e l’episodio più particolare dell’album, la traduzione di un brano classico in dialetto genovese, datato 1925: “Ma se ghe penso”.

 

Un album che è più un gioco di stile, questo “A bit of italiano”, che porta nuova luce a brani della tradizione musicale nostrana. Aspettiamo di ascoltare un nuovo album di inediti firmato Francess.