Bennato, Ruggeri, Ron, Finardi e tanti altri al fianco de La Differenza nel loro nuovo album: “Il tempo non (d)esiste”

Bennato, Ruggeri, Ron, Finardi e tanti altri al fianco de La Differenza nel loro nuovo album: “Il tempo non (d)esiste”


14/07/2017 - News di QALT

«Il racconto entusiasta di alcuni episodi della canzone italiana visti sotto una luce diversa, come se si trattasse a tutti gli effetti di materiale completamente nuovo a disposizione soprattutto di chi non lo conosce nel suo abito originale».

 

È sempre un azzardo, un camminare su un campo minato, quando si decide di cimentarsi con delle cover: si corre il rischio di snaturare troppo la versione originale incappando in goffi tentativi rivoluzionar-musicali o, al contrario, attenersi troppo al brano nei suoni e negli arrangiamenti, risultando poco originali. Secondi classificati a Sanremo Giovani nel 2005, La Differenza [band composta da Fabio (voce, chitarra e piano), Jakka (tastiere e sequenze), Mattia (chitarre), Davide (batteria) e Francesco (basso)] ci prova con il proprio quinto lavoro in studio, un intero album di cover (più un inedito): “Il tempo non (d)esiste”.

 

Uscito per Smr/Universal, “Il tempo non (d)esiste” parte avvantaggiato per i tanti feat. che La Differenza riesce a piazzarci dentro, con l’escamotage della cover/omaggio: al loro fianco artisti del calibro di Edoardo Bennato, Enrico Ruggeri, Ron, Eugenio Finardi, Alex Britti, Alberto Fortis, Omar Pedrini, Garbo e Tony Cicco della Formula 3.

 

Come anticipavamo all’inizio, l’approcciare a delle cover può essere o di pedissequa riproposizione del brano o di stravolgimento di quest’ultimo: i brani reinterpretati da La Differenza rientrano nella seconda categoria.

 

«Non si è trattato di attualizzare nulla - dice Fabio, il cantante - ma semplicemente di riprodurre e suonare a modo nostro qualcosa che di per sé era già meraviglioso e “moderno”, inteso nell'accezione migliore naturalmente».

 

Da fan, non sono riuscito a farmi scendere giù “Tira a campare” di Edoardo Bennato (troppo “standardizzata” in una ritmica banale, oltre al testo sbagliato sul finale) mentre ho molto apprezzato la versione reggae di “Sole spento” dei Timoria e “Io ti cercherò” di Ron (forse il brano più bello dell’intero album).

 

Fa capitolino, fra le varie cover, anche un inedito, “Molecolare” (scritto da Davide Di Maggio, già compositore di “Cleptomania”), un pop elettronico che esplode in un ritornello da ballare e cantare su ritmiche che, forzando la mano, potremmo definire disco-dance: un brano che nelle chart nostrane non sfigurerebbe.

 

Fra gli altri brani in scaletta, “Trappole” (di e con Eugenio Finardi), “Fortuna che non era niente” (di e con Alex Britti), “Non sarò mai quello che vuoi” (degli Skiantos), “Se mi vuoi” (di e con Tony Cicco, batterista e cantante della Formula 3), “Oh oh oh (di Faust’o, ma qui interpretata insieme a Alberto Fortis), “È tardi” (di e con Garbo) e “Le Louvre” (cantata con Enrico Ruggeri, compositore del testo).

 

Insomma, una prova che potrebbe far storcere il naso ai puristi, piacere a chi è più aperto di vedute, far conoscere brani di un’altra epoca alle nuove generazioni o avvicinare vecchi ascoltatori di musica alle sonorità odierne.