"Marea Gluma", il secondo album dei TWOAS4


09/02/2017 - News di Libellula Music

“Marea Gluma” e' il secondo lavoro dei twoas4. Piu' che un disco, una vera e propria opera a 360 gradi, ancora più articolata del precedente “Audrey in pain english”. Undici brani che alternano italiano, inglese, rumeno e “pain-english”, un quadro per ogni brano realizzato dallo stesso Oscar Corsetti, voce e chitarra del gruppo, ed il racconto “3 giorni di tempo”, anch’esso scritto da Oscar e tradotto all’interno del ricchissimo booklet nelle stesse tre lingue dei testi dell’album, per un viaggio che e' un vero e proprio flusso di coscienza senza barriere.

 

“Marea Gluma” e' il secondo album dei twoas4, uscito il 9 gennaio 2017. Una vera e popria opera a 360 gradi, ancora piu' articolata del precedente “Audrey in pain english”, con cui traccia comunque una continuita'. “Marea Gluma” infatti, il primo brano del nuovo lavoro nonche' quello che gli da il titolo, altro non e' che la versione in lingua rumena di “The big joke”, il brano con cui si chiudeva il disco d’esordio dei toscani, imponendo quindi in un certo senso un passo indietro all’ascolto del precedente album e quindi al suo trasformarsi in altro. Questo nuovo lavoro diventa cosi un viaggio che come in un flusso di coscienza contiene e ripropone anche parti del primo lavoro dei twoas4, mentre la lingua fa ancora da spartiacque. Non c’e' solo piu? il “pain-english” del disco precedente, ma anche la dizione perfetta della lingua straniera, sia rumena che inglese, e c’e' pure l’italiano. Il “fine-filth-noise” (a2FN) che i twoas4 usano e' sempre lo stesso, quello di Alan Schiaretti e Oscar Corsetti con il confermato sodalizio fuoricampo della voce di Luminita Ilie, ormai vero e proprio elemento della band, e quello dello stesso Oscar, che ha anche prodotto artisticamente il disco, insieme alle altre collaborazioni presenti nel disco. Tra queste spiccano quelle con Stefano Vivaldi, bassista nei due dischi dei Baustelle “Sussidiario illustrato della giovinezza” e “La moda del lento”, e con Jon Roseman, l’eccentrico artista londinese che ha diretto video per Bob Dylan, Rolling Stones e Queen, e che presta la propria voce in due brani del disco. La direzione fondamentalmente e' la stessa del disco precedente, ma ogni volta affrontata da prospettive diverse; con i quadri, uno per ogni canzone nel ricchissimo booklet, e tutti realizzati dallo stesso Oscar Corsetti, che stavolta usano i colori e si fanno piu' completi, rappresentando luoghi, volti, pensieri astratti e improbabili personaggi da fumetto. Con una storia, sempre scritta da Oscar, contenuta all’interno del booklet. I “3 giorni di tempo” sono quelli che sono serviti ad Oscar per decidere di intraprendere il viaggio della musica e raccontano un certo tipo di attenzione alla vita e un progetto, “questo”, che si e' delineato e poi pian piano e' partito cercando di rimanere il piu' possibile coerente a se stesso e diretto. La storia, quasi joyciana nel suo flusso di coscienza, e' presentata in tre lingue, le stesse dei testi del disco.

 

L’album inizialmente doveva essere una naturale prosecuzione del precedente, avrebbe dovuto contenere solo le canzoni che durante i live si erano trasformate rispetto alle tracks originali e alcune cose mai pubblicate prima – racconta Oscar Corsetti -. Ben presto pero' ci accorgemmo che tutto stava prendendo un’altra piega e mentre stavamo finendo le registrazioni del vero nostro secondo album, all’improvviso Alan molla il progetto. Quindi lunghi mesi di pausa forzata e “da li” ripartire. Dall’idea di nuove collaborazioni e di raccontare da dove vengono le canzoni, con un lavoro che e' la prosecuzione di “Audrey” ma che parla la lingua di Luminita Ilie, l’elemento “dietro le quinte” della band, pensando a una sorta di ponte tra noi e i tanti suoi connazionali che ormai abitano qui. L’occasione e' la partecipazione al GBOB in Romania lo scorso anno, con Iulia Neculau alla voce e Edward Ciornea dei “Toy Machines” alla batteria, esperienza dalla quale e' tratto il nostro ultimo video che racconta le “b-versions” di 2 brani contenuti nel disco. Da li, al rientro arriva la stesura definitiva delle tracce ed infine il lungo lavoro di Andrea Bergesio alle macchine. Ci sono i dipinti in tecniche miste su tele di 1x1 metro, con i volti, i paesaggi e disegni legati ai diversi immaginari emotivi delle tracce, c’e? ancora un racconto e ci sono le varie collaborazioni di amici ed ex compagni di viaggio compresa quella del Jon Roseman, il pioniere nella creazione di video musicali ormai icone, che si presta a duettare con le voci dei twoas4 che non non sono piu' ormai solo un duo ma piuttosto un progetto aperto a diverse collaborazioni.”

 

Sul web: www.twoas4.com - www.facebook.com/twoas4