"Funerali alle Hawaii", il nuovo album di Calavera


22/03/2016 - News di Libellula Music
“Funerali alle Hawaii” e' il disco d'esordio di Valerio Vittoria, in arte Calavera, uscito per Libellula/Audioglobe. Il disco e' stato registrato e mixato a Torino da Carlo Barbagallo (Albanopower, Suzanne’ Silver), che lo ha inoltre prodotto insieme allo stesso Calavera e lo ha affiancato come musicista insieme al jazzista Donato Stolfi alla batteria (Giorgio Li Calzi trio, AlJazzeera, Big Babel), a Luca “Lallo” Mangani al basso (Amici di Roland, El Tres, Mao) e ad Enrico Messina, tastierista noto nel mondo del teatro d’improvvisazione. 
 
 
Alle Hawaii esiste uno strano modo di celebrare i funerali: un turista che si trovasse a passare da li crederebbe di essersi imbattuto in una spensierata e allegra festa in spiaggia, ma la realta' lo smentirebbe. Parenti e amici del defunto si riuniscono in spiaggia, in pantaloncini e ciabatte, indossano corone di fiori colorati, cantano e danzano. Poi salgono a bordo di piccole zattere e, a poche decine di metri dalla riva, spargono in mare le ceneri del defunto insieme ai coloratissimi petali delle loro corone di fiori. I colori, i canti e le danze tradizionali sono solo la parte visibile di un rito che porta in se' il dolore di un lutto e l’umana necessita' di darvi una forma tangibile.
La stessa contrapposizione, quella tra i colori ed i ritmi da un lato e la celebrazione della fine dall’altra, e' l’idea di partenza attraverso la quale si dipana il disco di Calavera. Un disco che esplora le contraddizioni che sorgono quando ci si imbatte in un nuovo inizio, attraverso la contrapposizione tra ritmiche sostenute, chitarre funkeggianti, drum machine ed una vena malinconica ed arresa che scorre incessantemente lungo i nove brani del disco. Testi intimi, stati d’animo, emozioni e fugaci riflessioni notturne: un linguaggio semplice, che non racconta storie di uomini e donne ma tende all’esplorazione solitaria delle ragioni personali, delle necessita' e delle emozioni. Un immaginario svincolato dalla necessita' di condivisione e dalla ricerca di riferimenti comuni, come un’imbarcazione solitaria che cerca la propria rotta in una notte piena di stelle. Otto brani originali, uno dei quali diviso in due parti, e la cover di “Le case d’inverno” diLuca Carboni, scelta per la natura malinconica e casalinga del testo e filtrata attraverso l’immaginario musicale di Calavera. Il brano di apertura introduce l’ascoltatore in questo viaggio notturno con una sorta di “avviso ai naviganti”: “Le cose non risolte torneranno per dividerci e ridere di noi”. Il brano di chiusura lo lascia andare via con una constatazione: “Le cose non risolte adesso sono qui... e ridono di noi”. 
 
Funerali alle Hawaii e' un disco notturno – racconta Calavera -. Possiede un immaginario volutamente scollegato dall’idea di condivisione. Non racconta storie, descrive piuttosto sensazioni, pensieri intimi e riflessioni personali. E' arrivato nella mia vita in un momento di grande rivoluzione: una nuova citta', un nuovo amore ed una nuova vita. L’ho scritto in una mansarda e l’ho registrato in una cantina, tre piani sotto terra. Funerali alle Hawaii e' un disco senza finestre sul mondo. Celebra una fine, con l‘entusiasmo di un nuovo inizio.”
 
BIOGRAFIA
Chitarrista classe 1982, Valerio Vittoria e' un nome noto della scena indipendente Siciliana. Inizia a suonare la chitarra all’eta' di dieci anni: dopo le prime esperienze con band locali, nel 2004 entra nei Froben, band siracusana che all’epoca aveva attirato l’attenzione della Narciso Records di Carmen Consoli. Nel 2006 inizia a suonare inoltre con i Matildamay, band storica del circuito indie della Sicilia anni ’00 che vantava tra i suoi componenti nomi del calibro di Paolo Mei, Giuseppe Sindona (Mario Venuti, Colapesce e Albanopower), Toti Valente (Colapesce e Albanopower) e Andrea Romano (Albanopower, Il fratello). Insieme ai Matildamay divide il palco con Mauro Ermanno Giovanardi (La Crus). Nel 2010 incide, insieme ai Froben, il disco “Lo sguardo del pazzo” (Seahorse/Audioglobe). Nello stesso periodo, terminata l’esperienza Matildamay, Valerio e' chitarrista nel nuovo progetto solista di Paolo Mei (Paolo Mei & Il circo d’Ombre), con il quale incide l’omonimo disco d’esordio che li portera? in tour negli anni a seguire. Nel 2012, partecipa alle registrazioni dell’esordio discografico del cantautore Ali?, intitolato “La rivoluzione nel monolocale” (La vigna Dischi). Nello stesso anno viene chiamato da Colapesce come chitarrista per accompagnarlo durante la lunghissima tourne?e di “Un meraviglioso declino”. Sale sul palco del Premio Tenco, apre i live di Johnny Marr (The Smiths) e The National e si esibisce nei migliori club e festival italiani, anche al fianco di Meg (99 Posse). Terminato il tour di Colapesce, viene invitato dal cantautore Alessandro Fiori a far parte della band che lo seguira? nel tour di promozione del disco “Cascata” (Viceversa Records). Nel 2014 si trasferisce definitivamente a Torino. Insieme al batterista Donato Stolfi, fonda i Mojo Dreams, band nata per celebrare il ventennale della pubblicazione di “Grace” di Jeff Buckley, portando in giro uno show basato sul performing del disco di Buckley, con l’ausilio di visuals realizzati dal collettivo catanese Ground’s Oranges. Concluso il tour con Mojo DreamS entra in studio e, con il moniker di Calavera, incide il suo primo disco da solista: “Funerali alle Hawaii”, uscito a marzo 2016 per Libellula/Audioglobe.