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IL "PASTIS" DEGLI ARTUROCONTROMANO E' SERVITO


14/03/2016 - News di Libellula Music

“Pastis” e' il nuovo disco degli Arturocontromano: un incontro tra cantautorato, jazz manouche, ballate romantiche e motivi spensierati che strizzano l’occhio alla Torino di Buscaglione e dei Mau Mau. A distanza di cinque anni dal precedente “Quello che ci resta”, la formazione torinese ritorna col suo quarto lavoro discografico che conferma un’attitudine danzereccia fatta di ritmi latini e testi d’autore.

 

Ascolta il disco su Spotify:

https://open.spotify.com/album/4YDGpXnJjUBv87trXoWVkE

 

“Pastis“ e' un disco allegro, fatto di motivi orecchiabili e ritmi che fanno muovere il piede, strappando un sorriso. Ma e' anche una raccolta di canzoni che non trovano la felicita': forse l’hanno avuta, era bellissima, ma se n’e' andata. La stanno aspettando, la immaginano, o vorrebbero andarle incontro ma senza alzarsi dal divano. Le canzoni degli Arturocontromano sono fatte per ballare, ma sono anche canzoni da ascoltare, mai banali o scontate.

Un sound ricco di sfumature e contaminazioni, in cui spicca l’influenza di quel cantautorato folk-jazz che si unisce a un’anima pop, fatta di ritornelli e melodie da canticchiare. Otto brani che sono come un vestito comprato in un mercatino e reso su misura dalle mani di un sarto, che mentre lavora pensa, canticchia e muove il piede.

 

 "«La mia vita e' un Pastis», è la scritta che campeggia sopra il bancone di uno storico locale torinese – raccontano gli Arturocontromano -. Una frase che in poche parole racconta le nostre vite, e quindi le nostre canzoni. Pasticci di pensieri e sentimenti, di serate che odorano di alcol e anice, e di giorni che assomigliano a storie malriuscite. Racconti di piccole follie quotidiane, di valige pronte e della grande follia del mondo. Colori mescolati e suoni intrecciati, chitarre manouche, pianoforti da saloon e sax dal sapore mediterraneo. Questo e' il nostro Pastis: musica allegra per affrontare i pensieri tristi. Una gita in furgone dalla Torino di Buscaglione alla Marsiglia di Izzo, con Capossela nell’autoradio.

 

BIOGRAFIA

Gli Arturocontromano nascono a Torino nel 1999 e iniziano la loro attività artistica nel 2000 suonando i primi brani inediti caratterizzati da una matrice “in levare”, principalmente ska e reggae. Nel 2003 pubblicano “La Voce di Arturo”, il primo LP autoprodotto, registrato presso il “Musical Box” studio di Torino da Alis D’Amico. L’album, con i suoi 10 brani, è caratterizzato dalle variazioni funky e folk sul tema principale dello ska. Al disco collabora Alberto “Alby T-Bone” Borio, noto trombonista Torinese. In questo periodo iniziano ad approdare fuori dal Piemonte, aprendo numerosi concerti ad artisti come Davide Van de Sfroos, Skarface e Hormonauts, Tonino Carotone. Nel 2007 esce il secondo lavoro autoprodotto “In armonico disaccordo”, registrato e mixato presso il “Minirec” studio di Torino da Gigi Guerrieri. Le sonorità si evolvono, ma la vena danzereccia, il suono in levare e le incursioni in altri generi restano il tratto distintivo. Nel mese di Dicembre 2011 esce il terzo disco, dal titolo “Quello che ci resta”, prodotto in collaborazione con “_reset”. L’album, prodotto artisticamente, registrato e mixato da Marco Libanore presso il “Liba Studio” di Torino e masterizzato da Gianluca Patrito, contiene 12 tracce che si spostano verso sonorità pop-rock, con molteplici contaminazioni. I testi provano a raccontare i pensieri e la contorta quotidianità di un individuo (a volte troppo) pensante. Nel 2012 escono i videoclip dei singoli “E ancora mattino”, diretto e girato da Michele La Rossa e Corrado Marchigiano nel quartiere San Salvario di Torino, e “Fuori gridano e sparano”, con la regia di Marco Celotti. Quest’ultimo viene inserito all’interno della rassegna di arte urbana SketchMate. All’uscita del disco segue una tournee che tocca numerose regioni d’Italia. Nel 2014, riprendendo un vecchio esperimento: costruiscono un live basato sui loro brani riarrangiati in versione quasi-acustica, introducendo nuove sonorità (chitarre acustiche, contrabbasso, sax) che attingono al folk, al manouche, e allo swing. Questi concerti, ed il sound che li caratterizza, segnano la direzione per il nuovo disco “Pastis”, quarto lavoro in studio della formazione torinese.