E' uscito il nuovo disco dei Med In Itali

E' uscito il nuovo disco dei Med In Itali


29/01/2016 - News di Libellula Music
Si intitola "Si scrive Med In Itali”, il secondo lavoro discografico dei Med In Itali uscito per l'etichetta Libellula, distribuzione Audioglobe e Ala Bianca Publishing. La formazione torinese nel 2012 aveva messo d’accordo critica e pubblico con l’esordio “Coltivare piante grasse”, collezionando in un anno di tour oltre 80 concerti in tutta Italia. "Si scrive Med In Itali" è un album che nasce da un intenso lavoro di produzione durato oltre due anni, culminato in dodici tracce dal consueto sound acustico arricchito questa volta da una sezione fiati (sax, tromba e trombone) arrangiata da Carolina Bubbico e Nicolò Bottasso (Duo Bottasso), con la co-produzione artistica di Andrea Bergesio.
 
 
Ascolta il singolo "Cumal'è":
https://www.youtube.com/watch?v=ct95lhmuWYE
 

“Si scrive Med In Itali” è un nuovo passo verso la maturità per la formazione torinese, che mantiene la sua ricercatezza in ambito compositivo e stilistico, senza però trascurare la musicalità e la facilità d’ascolto: tempi dispari e repentini cambi di ritmo e tonalità si amalgamano dolcemente con le melodie vocali di Niccolò Maffei. Rispetto al precedente album il quartetto composto dallo stesso Niccolò alla voce e chitarra con Matteo Bessone alla batteria, Dario Scopesi al basso e contrabbasso e Nicolò Bottasso alla tromba e violino, si avvicina a sonorità più jazz, contaminandole con ritmi latini, reggae e funky.

I testi presentano anche in questo nuovo lavoro la doppia faccia dei Med In Itali, da un lato quella più frivola, scherzosa e disimpegnata, dall’altro quella più dura e cinica, a tratti anche disillusa rispetto alla realtà e al sistema Italia in particolare. Un percorso che racconta il punto di vista di un trentenne che nel 2016 si approccia a una nuova fase della propria vita e agli oneri, onori e responsabilità che questa comporta. Si passa quindi da brani come “Cumal’è”, in cui avere trent’anni significa iniziare ad avere una vita sociale meno attiva, a “Statue di vetro”, in cui invece vuol dire fare un resoconto del percorso fatto finora, e non sentirsi mai pienamente soddisfatti. L’Italia è presente in tutto il disco, a partire dal brano “Med in Itali” in cui al coro di “Siamo tutti Med In Itali” la band declina una manciata di stereotipi di mala-italianità, così come in “Comico”, in cui è la politica ad essere protagonista. Ci sono poi anche le ballate come “Eroi” o “Sola”, due storie d’amore diverse tra loro ma entrambe cariche di intensità, l’ironia di “Difetto Congenito” e “Maledetta Primavera”, la nostalgia in “La nonna”.

 
“Questo nuovo lavoro è stato un banco di prova importante che in parte crediamo di avere già superato – racconta Niccolò Maffei, voce e chitarra della band -. Mentre per “Coltivare piante grasse” infatti si trattava di un lavoro lungo cinque anni, con brani scritti anche prima della formazione dei Med, con “Si scrive Med In Itali” abbiamo fatto tutto ex-novo in meno di due, e questo è già un successo! Penso che sia un disco più musicale rispetto al precedente, allo stesso tempo non volevamo perdere il tratto distintivo della nostra musica, che credo risieda per buona parte nel modo in cui arrangiamo i brani e nei frequenti cambi di tempo. Abbiamo cercato quindi di coniugare questi due aspetti, per rendere questo nuovo album un lavoro che fosse leggibile e ascoltabile a diversi livelli. Per quanto riguarda i testi penso di essermi esposto un po’ di più: ho affrontato alcuni temi caldi e mi sono tolto qualche sassolino dalle scarpe.”
 
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