Cousteaux

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Milano Il Serraglio


30/11/2017 - di Marcello Matranga
Tornavano a Milano a poco tempo dalla loro più recente esibizione  al Blue Note, eppure i CousteauX hanno saputo conquistare il pubblico che ha riempito i confortevoli spazi de il Serraglio, sempre in territorio milanese. Ad affiancare la splendida voce di Liam McKahey, e le trame sonore create da Davey Ray Moor, ci sono l’eccelente Lorenzo Corti alla chitarra elettrica, Massimo Lorenzon dietro ai tamburi e Marco Ferrara al basso. Gente che la sa lunga in quanto ad esperienza, capace di creare un amalgama pregno di spessore, senza inutili narcisismi.

Preceduti da una esibizione, a mio avviso non brillantissima di Luca Swanz Andriolo, forse sopraffatto dalla responsabilità di aprire uno show come quello  che lo avrebbe seguito, ha finito con l’avvitarsi un po` fra sonorità confuse ed una dialettica spesso poco comprensibile, lasciando una percezione decisamente poco favorevole. Speriamo in altre occasioni per vederlo in un ambito a lui più consono e, magari, con una band che ne sappia assecondare il talento e l’estro che sappiamo non mancargli.

I CousteaX hanno dissolto qualsivoglia dubbio sul loro come back con un set equilibrato tanto avvicente, fatto di piccole perle distribuite dalla band on stage con una classe adamantina. Il recente album, CousteauX pubblicato lo scorso Settembre, è stato parzialmente sfiorato con tre canzoni, tra le quali l’ottima Innermost Light, lasciando spazio ai due dischi precedente che, tra la il 1999 ed il 2002 riuscirono a creare grande interesse da parte di critica e pubblico intorno alla band. Ma se il tempo è passato, il nome leggeremente modificato visto gli intralci legali con la famiglia di Jean Jaques Cousteau, la classe rimane sempre la stessa. Si resta sempre dalle parti un Pop Rock che rimane ancorato ad atmosfere britanniche, ma, come già scritto poco sopra, la classe è rimasta intatta.

E così, fra qualche frase di Liam, che spiegherà anche che la verticosa (e faticosa) giornata milanese, ha intaccato in parte la sua voce, costringendolo ad un piccolo taglio sulla set list prevista, e la liquida maestosità del suono pianistico di Davey, che parla a sufficienza con le tastiere e la tromba, ecco scorrere titoli di un film virato in bianco e nero e che vede nella bellissima Last Good Day Of The Year, uno dei momenti più belli in assoluto, come d’altronde la splendida iniziale Your Day Will Come che ha avvolto i presenti con una musicalità piena ed affascinante.
La chiusura di una serata che avrebbe potuto essere più lunga visto la sua piacevolezza, è stata affidata alla bella versione di So Long Marianne del compianto Leonard Cohen, arrivata a mettere il punto esclamativo su una esibizione decisamente bella.
ChapeaX!!

Set List

Your Day Will Come
Innermost Light
She Bruise Easy
Jump In The Rive
Talking To Myself
Last Good Day Of The Year
Memory Is Weapon
Heavy Weather
Thin Red Lines
Of This Goodbye
Last Secret Of The Sea
Wish You Were Her
So Long Marianne