Elmer Lee Fields

Elmer Lee Fields

Milano / Serraglio Club


30/10/2017 - di Giovanni Sottosanti
Se percorri la 125th Street di Harlem, Manhattan, al numero 253 W troverai il Serraglio Club. Si, perché per una sera lo storico Live Club di Milano si trasforma nell`Apollo Theater, mandando in scena uno dei più travolgenti e devastanti live act di soul, funk, r&b che mi sia capitato di vedere.

Elmer Lee Fields arriva dal North Carolina, 66 anni racchiusi in circa 1 metro e sessantacinque di straripante energia e un nickname come Little JB alquanto pesante da portare, datosi che JB sono nientemeno che le iniziali di James Brown! Una carriera che, dopo il folgorante esordio con Let`s Talk It Over del 1979, vede le tre decadi successive trascorrere quasi nell`anonimato, una vita difficile con concerti in locali di second`ordine e produzioni discografiche assolutamente non memorabili. All`alba degli anni 2000 una poderosa corrente di revival riaccende l`attenzione delle case discografiche, dei produttori e del pubblico verso il soul, funk e r&b. Little JB ha tenuto duro e, come i compianti Sharon Jones e Charles Bradley, beneficia del nuovo vento che tira, si scrolla di dosso il pesante soprannome e torna in pista con l`acclamato Problems del 2002.

Ci vogliono altri sette anni prima del successivo capitolo, My World del 2009 è l`auspicata conferma. Da qui in avanti il buon Lee non sbaglia un colpo, fino all`ultimo Special Night a incorniciare questa splendida seconda giovinezza.

Quando gli Expressions guadagnano il palco del Serraglio Club, vengono accolti dal calore e dalla passione di circa duecentocinquanta soul sisters e soul brothers. Chitarra, basso, batteria, tastiere e fiati partono con un intro strumentale che scalda ancora di più l`ambiente, prima che l`ingresso di Mr. Lee Fields dia definitivamente fuoco alle assi del club milanese. I`m Coming Home e Work To Do sono estratti da Special Night e profumano del migliore southern soul, come del resto la title track caratterizzata da una tastiera vintage. Talk To Somebody e Just Can`t Win hanno invece un taglio più smaccatamente funk e r&b e arrivano da Emma Jean, disco del 2014. Non c`è un attimo di sosta, Lee si conferma un vero animale da palco, trascinante e coinvolgente, ovviamente inevitabile l`accostamento con The Grandfather of Soul, ma anche con Otis Redding, Wilson Pickett e Sam Moore.

La band gira come un orologio svizzero, lo supporta e lo coadiuva alla grande in un`ora e mezzo di grande show. Trova spazio anche un pezzo inedito, Time, ed è un`altra meravigliosa ballad in cui la voce del piccolo grande uomo raggiunge vette espressive notevoli, rauca, dolce, abrasiva e avvolgente, ti taglia in due, entra dentro le viscere e ti ribalta completamente. Non sono da meno Don`t Walk e Make The World, con un tiro funk caldo e pulsante. Faithfull Man intitolava lo splendido disco del 2012 ed è un altro episodio di grande intensità e coinvolgimento emotivo.

 Purtroppo in un amen siamo già ai bis, All I Need da Emma Jean e Honey Dove da My World del 2009 chiudono alla grande una very Special Night, in cui la musica nera ha trovato casa al Serraglio Club, appena girato l`angolo di Manhattan... Every night is a special night When I`m with you, girl.

Foto di: Antonio Ruotolo