Elliott Murphy

Elliott Murphy

Bergamo


29/04/2007 - di Christian Verzeletti
ERIC ANDERSEN + ELLIOTT MURPHY

29 aprile 2007 - BERGAMO Una tre giornate dedicata alla canzone folk-rock americana come quella voluta dall'associazione Soffia Nel Vento è un evento purtroppo sempre più raro a Bergamo e in tutto il nostro paese. Il programma di "Songwriters & storytellers" ha il suo culmine nella serata centrale con le esibizioni di Eric Andersen ed Elliott Murphy: per una volta un pubblico numeroso premia gli organizzatori colmando l'Auditorium Piazza della Libertà in ogni suo pertugio.
Il concerto viene così a rappresentare l'apice dell'attività di Soffia Nel Vento, che a dir la verità avrebbe meritato il sold out anche in parecchie altre occasioni. Merito della riuscita della serata va ai due artisti, che offrono un nome di richiamo e che soprattutto si producono in performance assolutamente da ricordare.
Eric Andersen si presenta sul palco accompagnato da un chitarrista italiano, Francesco Petrone, e si dimostra subito ispirato proponendo un paio di ballate su cui svetta la sua voce fonda: il pubblico gradisce e l'applauso è forte quanto basta a riempire la sala di trepidazione. Il cantautore americano si impone con un canto che è andato migliorando negli anni acquistando profondità e toni blues: spiccano infatti le canzoni dotate di un folk più oscuro come "Belgian bar" ma anche le ballate più romantiche come "Violets of dawn".
A metà concerto viene chiamato in causa Michele Gazich, altro musicista italiano, che col suo violino aumenta le dinamiche e le sfumature degli arrangiamenti: "One shot", ispirata ai banditi Frank e Jesse James, è mossa da un fiddle country, mentre "Runaway" è calibrata su toni più rock.
Andersen catalizza l'attenzione del pubblico con le sue interpretazioni gravi, modulate su un folk epico come la splendida "Sheila" o mosse su un asciutto passo blues come "Goin' gone". Chiude con uno dei suoi pezzi forti, quella "You can't relive the past" scritta a quattro mani con Lou Reed: qua violino e chitarra elettrica caricano il riff già rock del pezzo producendosi in assoli incrociati che calano il sipario su un set intenso.
Questione di minuti e sale sul palco Elliott Murphy: grazie alla chitarra e alle vocals di Olivier Durand il concerto sembra proseguire sulla stessa intensità acustica. Murphy comincia con alcuni pezzi del suo ultimo disco "Coming home again", ma già al secondo brano si capisce che qualcosa sta succedendo: "40 days and 40 nights" arriva in una versione assai spinta, come se si fosse già al momento del gran finale. Sulla stessa linea proseguono "Sonny", una sopresa che fa alzare in piedi tutti i presenti, e ancor di più "Green river" con un Olivier Durand letteralmente esaltato alla chitarra e Murphy che salta a ripetizione con una foga invidiabile.
Dopo una versione di "Terraplane blues", talmente energica da diventare un r&r, Murphy si prende un attimo di respiro e si dichiara onorato di partecipare ad una tre giorni insieme a Jack Hardy e Eric Andersen ("if I had his voice …", aggiunge) e poi, casomai se ne fosse ancora bisogno, chiarisce quale sarà l'andamento della serata: "these singer songwriters events people usually sit down and it's ok with me … if you wanna stand!". Da qui in poi il concerto è un trionfo con tutti i presenti in piedi a cantare, battere il ritmo e intonare cori alle canzoni: la festa comincia con una "Canaries in the mind" suonata alla sfinimento e prosegue con Murphy che sfodera la sue qualità da entertainer dirigendo il pubblico, suonando a ridosso delle prime file fino ad inginocchiarsi durante gli assoli.
Che vengano ripescati dal passato o dagli ultimi dischi, i pezzi crescono in maniera esponenziale e vengono suonati senza interruzione come "Last of the rockstars" comprensiva di una trascinante "Shout". Nelle ballate Murphy si dimostra come sempre maestro a creare pathos catturando con un parlato ("On Elvis Presley's birthday") o alternandosi con Olivier Durand ("Dragon"). Il pubblico è talmente partecipe che a mezzanotte scattano gli auguri per il compleanno del chitarrista, quanto mai azzeccati anche per rendere merito al gran suono che il francese estrae dalla sua acustica elettrificata.
Il set si chiude ufficialmente con una "I wanna talk to you" dall'energia springsteeniana: Murphy ne è talmente preso da attaccare "Diamonds by the yard" contando "One, two, three, four" come se si trattasse di un pezzo rock del Boss. In preda all'entusiasmo si spera in ulteriori soprese e dopo un repentino cambio di maglietta arriva l'omaggio a Dylan, doveroso in una serata di songwriters, con una cover di "Not dark yet" squarciata da colpi energici. Tutti a ballare poi per un medley in chiave blues: si succedono "L.A. woman", "Baby, please don't go", "Spoonful", "Got my mojo working" e una "Gloria" che comprende la nota storia di una pizza "very spicy".
Stremata e sudata, la band si lancia per volontà di Olivier Durand in una gioiosa "Come on Louann" e poi spiazzando tutti Murphy invita i suoi musicisti a sedersi ai bordi del palco per eseguire senza microfono alla maniera dei veri folksinger una "As good as" conclusa passeggiando su e giù per la sala, in mezzo ad un pubblico estasiato.
Certo, come ha detto lo stesso Murphy, la loro sarà una razza in via d'estinzione, ma finchè saranno capaci di offrire concerti del genere non si può che augurare lunga vita a tutti i "singer songwriters" e "storytellers". E ringraziare quei pochi che continuano a farli suonare, permettendo loro di incontrare la gente ed emozionarla come sanno fare.

ERIC ANDERSEN:
Other side of this life
Trouble in Paris
Belgian bar
Violets of dawn
Don't it make you wanna sing the blues
Wind and sand
One more shot
Runaway
Sheila
Goin' gone
Blue river
You can't relive the past

ELLIOTT MUPRHY:
Making friends with the dead
40 days and 40 nights
Sonny
Green river
Pneumonia alley
Terraplane blues
Canaries in the mind
Euro-tour
You never know what you're in for
Last of the rockstars / Shout
On Elvis Presley's birthday
Dragon
A little touch of kindness
I wanna talk to you
Diamonds by the yard Not dark yet
L.A. woman / Baby, please don't go / Spoonful / Got my mojo working / Gloria
Come on Louann
As good as

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