Eddie Vedder

Eddie Vedder

Taormina (ME) / Teatro Antico


27/06/2017 - di Giovanni Sottosanti
I wish I was the evidence

I wish I was the grounds

For 50 milion hands upraised and open toward the sky

Ce n`erano tante di mani protese verso il cielo nella notte di Taormina e se avessimo potuto avremmo lanciato in aria anche il cuore, gonfio di emozioni e di gratitudine per la serata appena vissuta. Taormina e il Teatro Antico andrebbero prescritti sui libri di terapia medica, sarebbero sicuramente più efficaci di qualunque medicina contro i mali dell`anima. L`ingresso al Teatro toglie letteralmente il fiato, anche perché preceduto dall`ascesa di numerosi gradoni, la sera volge al tramonto e disegna una scenografia da film, l`Etna sorveglia in lontananza pigro e sonnacchioso prima di concedersi al riposo notturno.

Puntuale come un irlandese, alle 20.30 in punto Glen Hansard sale sul palco e, incurante della gente che numerosa e rumorosa ancora affluisce, inizia il suo show, tanto breve quanto intenso. Un personaggio vero, canzoni e melodie semplici, una voce dolce, forte ed energica, capace di cullare e di trascinare attraverso le immancabili e splendide When Your Mind`s Made Up e Winning Streak, ma anche High Hope, The Gift e Bird Of Sorrow catturano l`attenzione anche dei distratti. Nel finale sul palco con lui il manager e amico per una cover di I Will by Dean Martin, chiude poi con Way Back In The Way Back Home.

Il vulcano è ormai a nanna e il palco contornato da splendide tinte blu e rosse quando, sulle note del Batman Theme, Eddie Vedder, l`uomo dell`ukulele, inizia il suo meraviglioso viaggio musicale. Trouble di Cat Stevens e Brain Damage dei Pink Floyd per iniziare, Sometimes dei Pearl Jam accende i primi fuochi, seguita da Elderly Woman, Off He Goes e Thumbling My Way a scaldare i cuori dei vecchi fans. You`re True e Satellite lustrano l`ukulele e Here Comes The Sun accende la stella di Sir George.

L`impressione ovviamente è quella di uno show molto più intimo e raccolto rispetto al bagno di folla fiorentino, ed era anche normale che così fosse data l`assoluta diversità tra le due location. Per intensità, fame di emozioni e voglia di rimettersi in gioco mi ha ricordato il Devils And Dust Tour, in cui Bruce toccò vette mai raggiunte di introspezione ed esternazione musicale. Eddie è rilassato ma al tempo stesso emozionato, gioca con il pubblico e si volta estasiato a guardare le meraviglie che lo circondano. Wishlist ha il potere di una molla che stacca i sederi dai gradoni e tutti in piedi braccia al cielo, la segue Let My Love Open The Door di Pete Townshend a rispolverare la Bibbia musicale di Eddie.

Christopher McCandless avrebbe forse cambiato idea se avesse visto il Teatro di Taormina? Non lo sappiamo, stasera Far Behind, Guaranteed, Long Nights (con Glen Hansard) e Rise risuonano fiere e drammatiche, trattiene il fiato tutto l`auditorium e applaude all`unisono. Anche Cat Power viene omaggiata con Good Woman poi Better Man riapre le ostilità, di nuovo tutti in piedi e l`artiglieria Pearl Jam prosegue con Immortality, Lukin e Porch. Più va avanti il concerto e maggiormente cresce l`intensità delle performance, Imagine chiama una distesa di luci accese, anche il cielo si ferma, guardo in alto a cercare la stella più luminosa, perché so che è lì.

The Ship Song di Nick Cave è un altro regalo che non dimenticheremo mai, per non parlare di Black e di una Sleepless Nights unplugged sussurrata nel microfono insieme a Glen, che lo accompagna poi verso il finale con Just Breathe, la sempre toccante Falling Slowly, Smile e l`inno conclusivo di Rockin`In The Free World. Come consuetudine Hard Sun abbraccia tutti in un saluto collettivo, però stavolta non finisce qui, Eddie torna sul palco e da solo ci manda a casa con una struggente Dream A Little Dream Of Me. Teniamoli stretti i nostri sogni perché a volte si avverano.

Foto di: Manuela Paganini