Nine Below Zero (big Band)

Nine Below Zero (big Band)

Milano / Spirit de Milan


26/11/2017 - di Aldo Pedron
Serata speciale e unica allo Spirit De Milan domenica 26 Novembre 2017. Di scena gli inglesi Nine Below Zero, un quartetto strettamente blues che per l’occasione hanno invece proposto una  formazione allargata con tanto di corista e sezione fiati.

I Nine Below Zero presentavano qui da noi e per la prima volta dal vivo in Italia 13 Shades of Blue, il loro nuovo album edito nel Regno Unito dalla Zed Records nel 2016 e lo stesso spettacolo che ha esordito in anteprima in Inghilterra al prestigioso Gastonbury Festival.  

In Italia la De Agostini ha recentemente pubblicato in vinile (180 grammi) e distribuito in tutte le edicole, il loro mitico LP Live at Marquee, il loro album d’esordio del 1980 edito dalla A & M Records e registrato al Marquee, il tempio del punk di quegli anni. Un piccolo classico di culto del rock britannico ed un esordio folgorante di pub rock, boogie, soul, blues e rock and roll. La band era allora come lo é ancora oggi, capitanata dal chitarrista e frontline della band Dennis Greaves, grintoso chitarrista dalla tecnica notevole e da Mark Feltham, armonicista potente e dallo stile coinvolgente.

I Nine Below Zero Big band con la line-up con tanto di horn section di recente hanno presentato il loro nuovo disco alla prestigiosa Royal Albert Hall e alla 02 Arena di Londra.

Lo Spirit de Milan in zona Bovisa a Milano, è uno spazio industriale magnificamente riadattato da una ex fabbrica, le Cristallerie Livellara e che ci accoglie in una grande sala dove da qualche tempo si respira aria di blues e di grande musica. Un enorme palco ben equipaggiato, le luci intense e grandi tavolate tutte intorno danno vita ad una magica serata, davvero speciale.

Ecco i Nine Below Zero arrivare dunque con una formazione inedita composta da otto elementi: Dennis Greaves (chitarra e voce), Mark Feltham (armonica e voce), Mickey Burkey (batteria) entrato nei Nine Below Zero nel 1980 (il gruppo si è costituito proprio 40 anni fa nel 1977), Benjamin Willis (basso), Charlie Austen (voce), Andrew Noble (piano, tastiere), Chris Rand (sassofono) e Paul Jordanous (tromba).

Sono quasi le 21 con gli Hipshackers di Antonello Abbattista, una promettente formazione italiana di blues pronti ad aprire il concerto, poi poco prima delle 22 ecco la band londinese che fin dalle prime battute trasmette energia pura sollecitando ed incantando il numeroso pubblico presente (oltre 400 persone). Non è soltanto un concerto di blues come molti si sarebbero aspettati bensì Dennis e soci confortati da una robusta sezione ritmica sparano decisamente del sano rock and roll con passaggi funky, reggae/ska e blues.

La Swingin’ London va a braccetto con il Boss (Bruce Springsteen), l’energia soul di James Brown ed un repertorio davvero invidiabile e assai apprezzabile che cavalca e spazia nei mille meandri della roots-music americana, nel blues britannico di John Mayall in Crawling up a hill  o il funky dell’iniziale Don’t lay your funky trip on me attribuita agli oscuri Senor Soul a firma Brown-Scott-Dickerson-Jordan-Oscar-Miller ed incisa come singolo nel 1970 per l’etichetta Whiz Records, una band californiana ben più celebre con il nuovo nome di War di Lee Oskar con il fantastico armonicista Mark Feltham (vestito elegantemente di nero e con cappello di feltro adatto ai climi freddi alla Van Morrison), la voce e la chitarra graffiante del carismatico Dennis Greaves, la sezione fiati che ci delizia con dei brillanti assoli di sax e tromba, le tastiere usate con parsimonia ma dal grande lirismo, la voce angelica di Charlie Austen, il basso ben equilibrato ed un batterista portentoso come Mickey Burkey.  

Se volete possedere un altro piccolo capolavoro dei Nine Below Zero vi rimando al loro disco  unplugged intitolato Chilled del 2002 (Zed Records). Dopo aver riproposto naturalmente numerosi brani dal nuovo 13 Shades of Blue. I NBZ infatti hanno pescato dal cilindro un pezzo favoloso tratto da Chilled, quella Why you don’t try me (tonight) impreziosita da splendide armonie vocali, firmata dal misconosciuto Billy Young, un soul singer, scoperto e lanciato negli anni ’60 da Otis Redding, incisa prima di tutti da Maurice & Mac nel 1968  e di cui si conoscono anche la versione di Greg Kihn nel suo omonimo album per la Beserkley del 1976 e di Ry Cooder in Borderline del 1980 e più recentemente riproposta in Ry Cooder and Corridos Famosos-Live in San Francisco del 2013.

I NBZ inaspettatamente hanno ri-arrangiato perfettamente i brani e proposto 3 pezzi dal nuovo 13 Shades Of Blue e ben 6 motivi ripresi dal Live at the Marquee.

Ridin’ on the L & N era già nel repertorio di John Mayall, Hootchie Cootchie Coo di Hank Ballard ha un groove devastante con l’armonica di Mark che sbandiera acrobazie sonore. I classici senza tempo come I got my Mojo working o Stormy Monday sono presentati con grande energia, suoni esaltanti, quasi a ricordare i Rolling Stones degli esordi. Non c’è tempo per ballate lente o d’atmosfera, il clima è incandescente, i brani sono tirati allo spasimo, la chitarra in evidenza, gli assoli di armonica lancinanti e coinvolgenti, la sezione ritmica a mille, la cantautrice Charlie Austen canta e balla con disinvoltura ed i fiati sempre presenti con dei piccoli preziosi assolo. I Nine Below Zero ad inizio carriera si sono ispirati al classico blues di Chicago ma ora hanno una propria identità e caratteristica e a dispetto del loro nome, Nove Sotto Zero da una canzone dallo stesso titolo di Sonny Boy Williamson II, sono caldi, incandescenti, con brani vortiginosi e trascinanti. Allo Spirit de Milan abbiamo assistito ad un torrido concerto di Blues e R & B con suoni potenti e vibranti a dimostrazione e conferma che i Nine Below Zero sono oggi una delle più belle realtà esistenti in campo musicale e nei territori blues e rock-blues.

 
SET LIST

Don’t Lay Your Funky Trip On Me   (da 13 Shades of Blue del 2016)

Homework  (dal Live At The Marquee del 1980)

Hootchie Cootchie Coo  (dal Live at The Marquee del 1980)

Crawling  Up A Hill   (scritta da John Mayall ed incisa come singolo da John Mayall & The Blues Breakers in Inghilterra nel 1964 per la Decca.  La versione dei Nine Below Zero appare in 13 Shades of Blue del 2016)

Don’t Play That Song (You Lied)  (da 13 Shades on Blue del 2016)

Riding On The L & N  (dal Live At The Marquee del 1980)

I Got My Mojo Working  (Got My Mo-Jo Working  scritta da Preston Red Foster ed incisa per la prima volta da Ann Cole and the Suburbans nel 1957 ma interpretata con successo  e fatta conoscere al mondo intero da Muddy Waters nello stesso anno. I Nine Below Zero l’hanno incisa nel loro disco d’esordio Live At The Marquee del 1980)

Don’t Point Your Finger At The Guitar Man (dal loro secondo LP Don’t Point Your Finger del 1981) 

Soft Touch  (dall’album Off The Hook del 1992)

Stormy Monday  (Call It Stormy Monday But Tuesday Is Just As Bad  é stata composta e registrata per  la prima volta nel 1947 da T-Bone Walker e pubblicata come singolo nel gennaio del 1948. Appare nell’Edizione Speciale con brani aggiunti di Live At The Marquee del 2012).

It’s Never Too Late   (dall’omonimo album It’s Never Too Late! del 2009) 

Rockin’ Robin  (composta da Leon René  con lo pseudonimo di Jesse Thomas e portata al successo nel 1958 da Bobby Day alias Robert Byrd. Tratta dal loro secondo album Don’t Point That Finger del 1981).

Woolly Bully  (scritta da Domingo Sam Samudio ed incisa come singolo da Sam The Sham and The Pharaohs nel 1965.  Presente nel loro primo album Live At The Marquee del 1980)

Watch Yourself di Little Walter

Ter-Wit-Ter-Woo  (dall’album The Co-Operative  del 2011, un supergruppo con 4 membri dei Nine Below Zero  più Glenn Tilbrook, ex Squeeze, qui con Charlie Austen voce solista)

You   (dall’album It’s Never Too Late! del 2009)

11+11 (Eleven Plus Eleven)  (dall’album Third Degree del 2007)

Why you don’t try me (tonight)  (di Billy Young, dall’album Chilled del 2002)