Elio E Le Storie Tese

Elio E Le Storie Tese

Aquaneva - Inzago (mi)


25/05/2002 - di Andrea Salvi
ELIO E LE STORIE TESE
25-5-2002 - Aquaneva. Inzago (MI)
Elio e le storie tese, rappresentazione semiseria, atto unico per 11 scene intervallate da minacce al pubblico, sondaggi e giochi di prestigio.

Prologo:
complice un violento nubifragio pomeridiano, cerchiamo rifugio in un… parco acquatico. Qualcosa non quadra, ma così tutto è talmente assurdo da sembrare, almeno una volta, perfetto.
Ouverture: “Me l’ha detto Michele”
Si apre il sipario, palco vuoto. Oh, Susanna! Perché l’armonica è lo strumento più umano di tutti gli altri strumenti musicali.
Scena 1: “Cassonetto differenziato per il frutto del peccato”, “Nudo e senza cacchio”, ”Carro”
Si rimedia aprendo la serata con un uno-due-tre sulla scia di “Made in Japan”, gran tiro per tre brani rock tra mirabolanti cambi di ritmo e testi che sono stampati nella memoria dopo anni e anni di intensi, ripetuti ascolti.
Scena 2: “Servi della gleba”
Lacrime agli occhi e crampi alla pancia, siamo già rovinati, e siamo solo all’inizio! Gag e cambiamenti di testi a non finire.
Scena 3: “Pipppero”, “Discomusic”, “Born to be Abramo”
Dedica alla civile Bulgaria e a seguire una parentesi discotecara con una ragazza-immagine mooolto speciale.
Scena 4: “Burattino senza fichi”
Un brano per Pinocchio, perché il concerto è gratis e quindi lo dedico a chi voglio io.
Scena 5: “Piliffino rock” o “Filippino rock”?
Brano inedito sulla condizione dei filippini in Italia, ovviamente cantato in Piliffino. Irresistibile la citazione di “Cosa resterà di questi anni ’80” di Raf nel finale.
Scena 6: “Supergiovane”
Il ritorno del liberatore di tutti i giovani, con il suo carico di micette sempre accese. Delirio genuino per tutti i gusti a buon mercato (infatti è gratis, ovvero compreso nel prezzo).
Scena 7: “Cara ti amo”
Un classico che più classico non si può, con il giovane tastierista Carambola alla prima promettente esperienza sul palco. Spazio all’improvvisazione a 360°, pubblico estasiato.
Scena 8: “Evviva- La visione”
Una allegra marcetta, genere musicale preferito degli italiani, stabilito dopo una votazione in diretta. Special guest un architetto-rapper in gran forma.
Scena 9: “Appello ai Litfiba”, “Lettera di un condannato a morte”
Altro esilarante e straordinario inedito nel quale si invitano Ghigo e Piero a tornare insieme per il bene della musica italiana, tra urla virili e accordi imbarazzanti. A seguire il terzo nuovo brano della serata, la cui serietà del tema trattato risente del contesto demenziale, infastidendo, piuttosto che far riflettere (l’occasione, ahimè, è sprecata).
Intervallo
Come, la serata finisce senza Tapparella? Naa, tornano, tornano.
Scena 10: “Largo al factotum”
Da “Il barbiere di Siviglia” di Rossini, ecco la celebre aria interpretata in chiave opera rock. Cesareo sfodera un’interpretazione ai massimi livelli. Interessante la storpiatura che Elio propone per il nome del protagonista Figaro…
Scena 11: “Tapparella”
Brufolazzi, tapparella giù, ti ricordi che meraviglia? Toccante come sempre, braccia alzate e Forza Panino scandito nella notte, imprescindibile inno nostalgico dell’adolescenza perduta.
Chiusura:
Il pubblico applaude, il complessino ringrazia. Fine. >> Formazione                      
- Elio: voce
- Faso: basso
- Christian Meyer: batteria
- Rocco Tanica alias "Carambola": tastiere, cori   
- Cesareo: chitarra
- Jantoman: tastiere
- Mangoni: performance, cori

Scaletta <<
Me l’ha detto Michele
Cassonetto differenziato per il frutto del peccato     
Nudo e senza cacchio
Carro
Servi della gleba
Pipppero
Discomusic
Born to be Abramo
Burattino senza fichi
Piliffino rock
Supergiovane
Cara ti amo
Evviva- La visione
Appello ai Litfiba
Lettera di un condannato a morte
Largo al factotum
Tapparella

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